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martedì, 22 luglio 2008
week end traballante...
...a metà tra risate e paure,
tra mohito in campagna e sale d'attesa d'ospedale,
tra momenti in cui si tira fiato e altri con il fiato corto.
E la sala d'attesa...
leggendo di Torino, per distrarsi e far finta di non essere lì,
per edificare spessi muri grigi, come quelli del San Paolo di Piazza San Carlo,
che mi impediscano di vedere,
questo week end di festa e di preoccupazione.
... e mi ricordo, ancora una volta, perché luglio proprio non mi piace,
da due anni a questa parte...
postato da: francesca78 alle ore 01:23 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, me
giovedì, 10 luglio 2008
Immaginazione e realtÃ
"Per taluni l'immaginazione è una funzione dell'attività psichica consistente nella produzione di immagini o rappresentazioni mentali, resa possibile dall'accumulo di esperienze percepite. Per altri è invece capacità di elaborare con libertà e fantasia i dati dell'esperienza o i prodotti del pensiero. Per altri ancora essa è la facoltà di pensare senza regole fisse e di associare liberamente i dati dell'esperienza sensibile." { da Corna-Pellegrini (2004), Realtà e immaginazione nella qualità della vita }
Una attuale ricerca della Vanderbilt University sottolinea come ciò che noi immaginiamo ad occhi aperti impatta direttamente sulla nostra visione del mondo: "Letting your imagination run away with you may actually influence how you see the world." { Exploration }. La ricerca, pubblicata a giugno nella rivista Current Biology, ha scoperto che l'immaginazione lascia nella memoria una piccola traccia che può comportare modifiche sulle percezioni future: “This is the first research to definitively show that imagining something changes vision both while you are imagining it and later on.” { Exploration } L'immaginazione, dunque, ha il potere di cambiare la percezione della realtà.
Leggendo l'articolo penso a come sognare eccessivamente ad occhi aperti abbia una base di pericolosità, perché si rischia di non vivere più nella realtà ma di crearci dei castelli in aria pronti a distruggersi con la prima folata di vento. Tuttavia, a volte, in questo mondo, sognare a occhi aperti è necessario alla sopravvivenza. Sempre meglio, penso, che essere sempre fortemente incentrati sul male di vivere. Dunque, la soluzione, non credo sia nell'eliminazione totale di questa parte di noi.
Qualche giorno fa leggevo un libro ("L'uomo che andò in bicicletta sulla luna") e mi sono imbattuta in questa frase "L'importante è sapere che si sta sognando - e continuare a goderne." Ecco dunque una possibile soluzione: la consapevolezza.
Ma la consapevolezza di sognare lascia comunque il sogno nel mondo dei sogni e aumenta la discrepanza con la realtà. Esiste, forse, una soluzione migliore: non lasciare che il sogno rimanga sterile, ma tentare di renderlo reale. Questo ovviamente comporta uno scontro e richiede una certa dose di adattamento e flessibilità.
Questo mio scritto non vuole essere niente di sicuro, ma solo un pensiero personale su un tema che in questi giorni { o forse sarebbe meglio dire in questo periodo } ha incrociato più volte il mio cammino.
postato da: francesca78 alle ore 13:37 | Permalink | commenti
categoria: pensieri, letture, psicologia
venerdì, 04 luglio 2008
"Quanti libri nell'acqua per non affogare"
La musica è sacra, va ascoltata in silenzio.
Mi isolo dal brusio di sottofondo di bollettini di vita che già so o è come se sapessi.
Concedo disattenta qualche battuta tra un pezzo e l'altro. Esterna e stanca.
Driblo tra pezzi di me che mi stanno stretti alla ricerca di quel suono di chitarra acustica e di quella voce dolce.
Tu da me non avrai che l'assenza
quello che ti resta e' la distanza
la distanza

E che senso ha costruire ponti con la sinistra e tirare bombecarta con la destra che colpiscono indirettamente me, colpendo chi mi circonda? Che senso ha giudicare chi non sai solo perché vive diverso da te?
siamo lontani
lontani
E lo sento che non c'è più la voglia ma manca il coraggio per ammetterlo. Si preferisce colmare i vuoti con racconti di giornate che probabilmente nessuno in realtà ascolta più.
Vuoti a rendere o vuoti a perdere? [X]
postato da: francesca78 alle ore 02:19 | Permalink | commenti (1)
categoria: pensieri, canzoni, amicizia
lunedì, 30 giugno 2008
Momenti di intimità (30/06/08 - h. 01:00)
Seduta di traverso sulla mia Savonarola, un cuscino dietro la schiena, mi dono un momento per me.
Vicino alla finestra, con le persiane semiaperte, frescheggio e scrivo.
Poso lo sguardo sugli oggetti che compongono il mio piccolo mondo...
... allargolo poi verso ciò che c'è fuori dalla finestra: un cielo che, al solito, non è del tutto buio.
Mi piace star qui, con questa luce fioca, giocare con i miei capelli, cullarmi con i miei pensieri...
postato da: francesca78 alle ore 14:43 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, foto, dolcezza, me
venerdì, 13 giugno 2008
Portami nel posto che "non so"...
Tu, che adesso non sei davanti allo schermo a guardare la partita, perché sai vivere anche senza calcio.
Tu, che non fumi millemila sigarette al giorno.
Tu, che possibilmente hai occhi chiari e carnagione scura, o anche occhi scuri, ma profondi, che parlano di te, di me, di noi.
Tu, che non ci sei ma che già io sto aspettando.
Tu, che non avrai paura di me, di un cervello funzionante, del mio riscaldarmi per le cose.
Tu, abbatti dolcemente le mie difese, con amore, e portami nel posto che "non so", ma in cui sento di voler essere.
"e qui è primavera, una primavera che si baciano tutti senza motivo, ci sono giardini dappertutto, ci sono fidanzati dappertutto, dappertutto ci sei tu con qualcuno, dappertutto ci sei tu che ti stai baciando, Dappertutto stai sorridendo"
{ Amore a ore, Giovanni Bogani }
"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta, Giovanni Bogani }
"Perché saremo musica nella tempesta. Perché di te, perché di te farò un canto. Perché ci addormenteremo insieme"
{ Amore a ore, Giovanni Bogani }
"Francesca chiude gli occhi
Chiudili anche tu
Ed entra nel suo mondo
Che è tutto tranne che rotondo "
{ Francesca, DJ Francesco }
postato da: francesca78 alle ore 19:40 | Permalink | commenti (5)
categoria: pensieri, amore, letture, foto, me
giovedì, 12 giugno 2008
perché colleziono storie, facce, parole
"e io ti filmo perché colleziono storie, facce, parole, come se mi salvasse dalla mia morte tutto questo raccogliere vita, come se mi salvasse dalla mia tristezza tutto questo conoscere, sfiorare, credere di sapere, che non si sa mai niente, che gli altri restano sempre un'altra cosa, che gli altri restano sempre dentro altri corpi, e tu te ne stai nel tuo"
{ Giovanni Bogani, "Samuel Beckett", in Per tutto il tempo che ci resta }
...e in questa frase leggo tutta la mia curiosa inquietudine, e il perché di certe mie scelte di vita, di certi miei modi di vivere, li leggo qui.
1997, estate, su una spiaggia del Lido vengo a sapere che psicologia sarebbe stato "a numero aperto" quell'anno.
Psicologia, io che ho fatto Ragioneria Programmatori per imparare l'informatica e ne sono uscita grandissima amante della lettura, con un 6 per l'impegno ad Economia aziendale, doti informatiche esistenti ma poco sviluppate per cause non dipendenti dalla mia volonta, lingue straniere a livelli penosi, per non parlare del rapporto pessimo con l'insegnante di Economia e politica e di quello infernale con i miei compagni di classe.
Psicologia, ecco la soluzione! Conoscere gli altri, capire finalmente il cervello delle persone, il perché dei comportamenti, farsi avvicinare dalle storie delle persone, io che ero incapace, con la mia impacciata timidezza, ad avvicinarmi. Una sfida in cui buttarmi, un po' inconsciamente e forse neanche con i motivi più validi. Che a 18 anni non lo sai davvero cosa vuoi dalla vita.... { A quasi 30 lo sai, Francesca? }
E continuo da allora a camminare, a osservare, ad ascoltare, a leggere, a guardare, a farmi raccontare le storie e soprattutto a vivere la sfida.
E stasera a cena, parlavo con i miei di scuola, di come molto dipende da che insegnante incontri, e ripensavo a me a 18 anni, a quella scelta, pensavo a me e a come avessi fatto quella scelta così, un po' sull'onda del momento. Ed ora sono qui e allora non ci sarei mai arrivata a pensare il mio oggi, che neanche lo so a che pensavo davvero, al mare, quell'estate, finita la maturità, voglia di divertirsi, di abbronzarsi, di vivere. Non mi ricordo se ci pensavo a me da grande, a me quasi trentenne. A me con una laurea in mano e qualche storia nel cassetto. Chissà se ci pensavo che non sarei più stata con le solite persone, che quelle persone adesso non so quasi dove sono. Chissà se ci pensavo che è tutto così in movimento e precario, mentre leggevo Culicchia, sulla spiaggia... che chissà che cosa c'è scritto in quel libro di Culicchia, di cui ora ricordo solo il titolo: "Bla bla bla".
postato da: francesca78 alle ore 00:01 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, letture, university, emozioni, me
domenica, 08 giugno 2008
Ma Francesca....
Francesca non è capace di pensare "non mi serve questo" o "non mi interessa" delle persone che la circondano. Non riesce ad essere Francesca-centrata. Si mette a parte, sta zitta e ascolta. E' una scatola da riempire di sfoghi non suoi, a volte. C'è chi pensa che le piaccia il ruolo della psicologa. Francesca non crede sia così...
Francesca ha la pancia muta, incapace di trovare una persona che riesca a smuoverla. Non lo sa se ci crede ancora. Non lo sa. Però ci spera, che arrivi presto la persona che gli smuoverà la pancia, che arrivi presto e cancelli i rimasugli tristi e le non risposte di una storia finita ormai da troppo tempo, una storia che non gli smuove più la pancia ma che ha lasciato qualche graffio e qualche punto interrogativo. E Francesca è una che ha bisogno sempre di avere tutto chiaro e non ci riesce a stare con tutti questi "perché".
Francesca legge, è curiosa. Ha una sua idea delle cose che la circondano, ma tutti pensano sempre che la sua idea sia influenzata da quel luogo, quella persona, quell'evento. Invece Francesca ha un cervello suo, assorbe dal contesto, forse, questo sì. Ma ha capacità rielaborativa e si stacca dalle idee di tutti. Non è d'accordo, totalmente, con quella di nessuna delle persone del suo mondo. E non si tira indietro quando c'è da discuterne.
Francesca ci crede ancora in un mondo. Sempre meno, sempre più faticosamente, ma continua a credere che esiste qualcosa di buono e che non lo incontrerà mai chiudendosi in una stanza o nei giri sicuri: solite persone, soliti posti, solite cose.
Francesca sente il bisogno, periodicamente, di mettersi alla prova. E questo a volte le provoca casini colossali, ma non può farne a meno. Ferma si sente spenta. Ferma non ci sa stare.
postato da: francesca78 alle ore 14:18 | Permalink | commenti (5)
categoria: pensieri, me
lunedì, 02 giugno 2008
Respect
"Sei stata sincera, mi dici. Ti libera dal male, questo. Ma al di là della sincerità, c'è il rispetto." { Amore a ore, Giovanni Bogani }
Credo fermamente nella sicerità, odio l'ipocrisia della gente che per troppo tempo ho subito. Ma ciò non toglie che essere sinceri non per forza significhi essere crudi. Il dono del linguaggio ci deve venire in aiuto, e soprattuto dovremmo imparare il rispetto di un'idea diversa, soprattutto se l'idea è un'idea piccola, personale, che non crea problemi al resto del mondo.
"Non dobbiamo aspettarci che gli altri facciano quello che vogliamo; Ie loro i idee sono Ie giuste idee per loro e benché il loro percorso, possa dirigersi in una direzione diversa dalla nostra, lo scopo alia fine del viaggio è lo stesso per tutti noi. Troviamo che, quando vogliamo che gli altri si adeguino ai nostri desideri, poi litighiamo con loro." { Libera te stesso, Edward Bach }
E' ovvio che non penso lo stesso per quel che riguarda idee distruttive, come cerchi canti che ho sentito l'altro giorno. Le idee distruttive non le rispetto, non le posso rispettare. Le idee che investono il mondo e non solo la persona che le produce, quelle no. Ma le piccole scelte delle singole persone sulle loro vite, secondo me dovrebbero essere accettate così come sono.
"Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri
perché comunque non ne sai un cazzo della vita degli altri!" { dal famosissimo pezzo CREDO del film Radifreccia - grazie a Giovanni Bogani che l'ha postato nel suo blog portandomi a risentirlo e accorgerrmi di questa frase! }
postato da: francesca78 alle ore 19:36 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, letture
martedì, 27 maggio 2008
Relazioni malestanti
“Evitate le persone cronicamente lamentose: chi semina lamentazione raccoglie depressione. Non siete un cestino dei rifiuti emotivi…” ( La comunicazione: saper ascoltare... anche le critiche, G. Bassi, R. Zamburlin)
In questi giorni stavo giusto riflettendo su questo tema. Ovvero, sulle persone incapaci di vedere il bicchiere mezzo pieno anche quando il loro in realtà è colmo! E anche sulle persone totalmente incentrate su se stesse, così tanto da non recepire l'altro come altro. Anche nel loro "amarlo", lo accorpano, considerandolo una copia di sè, con i medesimi pensieri, i medesimi meccanismi mentali malestanti.
Le persone cronicamente lamentose. Definizione ineccepibile.
Non dico che non bisogna lamentarsi a priori, questo è umano. Anche io sto vivendo un periodo di "lamentosità" a causa dellla mia precarietà oserei dire "sociale" visto che include diversi ambiti della mia vita, ma mi ritengo capace di vedere anche il lato positivo della medaglia, o il bicchiere mezzo pieno, se preferite. Per cui non riesco a sopportare { nel vero senso della parola } la pentola a pressione di coloro che fanno della lamentazione un modus vivendi, qualunque sia la loro situazione "sociale", anche se magari sono possessori di punti fermi che io momentaneamente non possiedo.
E non è un recriminare, è un salvaguardare il mio stato psico-fisico ed è una richiesta di obiettività nei confronti del mondo intorno a noi.
UPGRADE: leggendo un libro per preparare delle lezioni sul benessere mi è capitata una frase che per i temi trattati ho deciso di aggiungere a questo mio post:
"il nostro corpo quando sta bene solitamente non lo sentiamo, mentre facciamo molta attenzione ad esso quando stiamo male. Questo ci fa supporre che oltre a non prestare molta attenzione al corpo, non siamo molto abituati ad accorgerci dello 'star bene', ma più portati a sottolineare il nostro 'star male'. [...] Il malessere si impone a noi inevitabilmente come una realtà fisica, facilmente richiamabile alla coscienza." { Marocci, Andreoni, "Dalla sicurezza al benessere", in Andreoni, Marocci, Sicurezza e benessere nel lavoro }
postato da: francesca78 alle ore 18:40 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, psicologia
lunedì, 19 maggio 2008
Italia
Vedere certe immagini fa piangere il mio cuore. Napoli è l'Italia.
La raccolta indifferenziata.
La raccolta differenziata in ITALIA
| |
2005
% |
2006
% |
Var punti percentuali 2005-2006 |
| NORD |
37,9 |
39,9 |
+2,0% |
| CENTRO |
19,2 |
20 |
+ 0,8% |
| SUD |
8,8 |
10,2 |
+ 1,4% |
Chi spenge la televisione pensando "non mi riguarda".
Un federalismo fiscale che è condanna a morte per una parte della nostra Italia.
La sensazione di appartenere ad un Paese di sottosviluppo ambientale, dove poco si fa per cambiare le nostre abitudini.
Il mancato senso sociale. Malattia dilagante in questa italietta di gente che guarda solo al proprio portafoglio e si dispera perché non può fare le vacanze.
{ sul senso sociale vorrei spendere più tempo e parole, ma voglio che siano parole ragionate, per cui rimando }
postato da: francesca78 alle ore 20:57 | Permalink | commenti (4)
categoria: pensieri, foto, solidarieta, societÃ