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Il mio Myspace
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"Se chiudo gli occhi non ci sei "è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }
Letture: Finora sono entrati in questo caos Archivio: oggi luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 --- 2007 --- Categorie: adsl amicizia amore attenzione attese bieffe blogday2007 canzoni cibo cinema concerto cronaca disordine dolcezza dolore emozioni fdsflickrtoys feste firenze flickr-ate foto free burma help incontri informazioni jappo letture ludicamente manie me mf microcredito e sostenibilita moda nosense palestra pensieri polis progetti proteste psicologia rabbia scelte serate serenità società solidarieta sweet teatro university viaggi-luoghi video web wishlist work world Links: Alessia { BS } Bloggerfiorentini Cinzia { Torino } Claudio F. { FI } Fabio { BS a FI } Fabrizio { FI } Gabri { FI } Giò { NA a FI } Giovanni Bogani { scrittore FI } Giulia { CT } Kousin { CT } Lisa { PT } Mad { BO } Mafalda (NA) Mattia { TV } Puccho { PG } Riccardo (PT) canta con... Terry { MI } Vulkania { CT } QR-code: |
«Le "classi pericolose" vengono pertanto stigmatizzate come classi criminali. Le prigioni divengono cosi, nel senso vero e pieno del termine, un surrogato delle istituzioni del welfare state. E con tutta probabilità continueranno a esserlo in misura crescente man mano che l'assistenza pubblica andrà riducendosi. L'incidenza sempre più diffusa dei cosiddetti comportamenti criminali non è un ostacolo sulla via dello sviluppo di una società dei consumi pienamente realizzata e onnicomprensiva. Al contrario, è il suo naturale accompagnamento prerequisito. Questo, chiaramente, per molteplici ragioni .Ma il motivo principale sta forse nel fatto che gli estromessi - i sottoconsumatori, le cui risorse non permettono loro di soddisfare i propri desideri e non hanno pertanto alcuna possibilità di vincere con le attuali regole del gioco - sono l'incarnazione vivente dei "demoni interiori" di questa società. La loro ghettizzazione e criminalizzazione, così come le dure sofferenze che debbono patire e la crudeltà del destino che li ha colpiti, servono - metaforicamente parlando a esorcizzare questi spettri e a farli svanire. In questo modo essi diventano, per così dire, un utile canale di spurgo: le fogne in cui si riversano gli inevitabili quanto velenosi effluvi della società dei consumi, affinché le persone costrette a rimanere in gioco non debbano preoccuparsi della loro salute. Ma se questa è la causa prima dell'attuale esuberanza dell'"industria carceraria", come l'ha definita il grande criminologo norvegese Nils Christie, allora la speranza che questo processo possa essere rallentato, per non dire bloccato o invertito, in una società completamente liberalizzata e privatizzata e regolata dal mercato è - a dir poco - esile.»
postato da: francesca78 alle ore 16:23 | Permalink | commenti (4)
«In un mondo nel quale l'informazione gioca il ruolo dello specchio deformante, siamo abituati a dare alle parole un senso differente da quello che dovrebbero esprimere.»
postato da: francesca78 alle ore 22:01 | Permalink | commenti
"Per preservare l'ambiente è indispensabile ridurre la crescita economica? La risposta più ovvia sembrerebbe affermativa. Si tratta, invece, di una reazione superficiale, che elude i gravissimi problemi dei paesi in via di sviluppo, dove oltre un miliardo di persone vive in condizioni di povertà assoluta ed un altro miliardo alle soglie dell'indigenza. I poveri non possono accettare che il loro passato e il loro presente vengano proiettati in un generico futuro. E nemmeno possono ammettere che i paesi industrializzati siano autorizzati a godere all'infinito di una quota dell'85% del reddito mondiale e a perpetuare modelli di consumo ad alto impegno energetico. La generazione attuale, oltre a lasciare un'eredità di «debito ambientale» a quelle future, sotto forma di inquinamento ed esaurimento delle risorse, corre il rischio di lasciare anche un debito finanziario, come conseguenza dei prestiti contratti in passato."
postato da: francesca78 alle ore 22:30 | Permalink | commenti (4)
VENERDÌ 18 MAGGIO
postato da: francesca78 alle ore 16:42 | Permalink | commenti (4)
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