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Frasi:

"Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione"
{ Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }

"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo."
{dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }


Finora sono entrati
in questo caos

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martedì, 20 ottobre 2009

Un libro che fareste bene a non acquistare

Se l'intento della catena Contromano è, come dichiarato da Anna Gialluca, quello di «intercettare un target giovane», non riesco proprio a capire come ci sia potuto entrare un libro come Firenze da Piccola di Elena Stancanelli.
Oltretutto, questo libro fa parte del cosidetto «filone 'geografico'», ma trovo che Firenze sia bistrattata e lasciata in un angolo per la maggior parte del tempo. Quando se ne parla poi, è spesso legata a un'aria di "morte" tra cimiteri e cere squartate.  Per il resto non si parla che di lei. E comunque tutto il libro è scritto con una spocchiosità e una scrittura da "puzza sotto il naso" che fa capire che la scrittrice  ha studiato e lo deve sottolineare a tutti i costi! E la scrittrice, si noti bene, a Firenze non ci sta più da anni, perché adesso vive a Roma.
E difatti, a pensarci, non capisco di quale Firenze parla! Non certo della mia né di quella odierna, né di quella che vivono le persone intorno a me...

postato da: francesca78 alle ore 00:11 | Permalink | commenti
categoria: letture, firenze


sabato, 03 ottobre 2009

Stupid White Men (Michael Moore)

E' un giorno triste quando dobbiamo rivolgerci a un paese distante 8000 km per scoprire la verità sulle nostre medesime elezioni.

Com'è che pagare di più le persone vi rende più soldi?
Funziona così. Più pagate i lavoratori, più loro spendono. Ricordatevi che non sono solo lavoratori, sono anche i vostri consumatori. Quanto maggiore è la quota dei loro risparmi che spendono per i vostri prodotti, tanto maggiori sono i vostri profitti. Inoltre, quando i dipendenti hanno abbastanza soldi da non vivere costantemente attanagliati dalla paura della bancarotta sono in grado di concentrarsi meglio sul loro lavoro - e sono più produttivi. Se hanno meno problemi personali e sono gravati da meno stress, perderanno meno tempo sul lavoro, il che si traduce in maggiori profitti per voi.

E quando saremo di un colore solo non avremo più niente per cui odiarci a vicenda.


Non so voi, ma io voglio che le persone che hanno la piena attenzione di mio figlio per un maggior numero di ore delle mie siano trattate con grande e partecipe cura. Sono i miei bambini quelli che stanno "preparando" ad affrontare il mondo, e allora perché cavolo dovrei sentirmi in animo di romper loro le scatole?

Quello che abbiamo fatto, in questo grande paese, è dichiarare guerra non al crimine, bensì ai poveri, dando la colpa ai quali ci sentiamo sollevati. In tutto questo, a un certo punto ci siamo persi per strada i diritti umani, perché non ci andava di spendere soldi.

Perciò è così che si fa. Basta dire una cosa (plausibile); e poi farne un'altra. O non fare proprio niente.

Non c'è niente di più tenero di un impudente ipocrita di destra.

Bene, direi che è una cosa buona! Speriamo che ottengano tutto quello che stanno cercando. Se ci vuole una tragedia personale perché tornino a ragionare, vada per la tragedia personale.

Per cui ho deciso che in questo paese l'unica speranza che abbiamo di aiutare i poveri, proteggere le vittime della discriminazione, garantire una vita migliore a quelli che soffrono sta nel pregare come tanti invasati che gli uomini di potere vengano colpiti dalle peggiori malattie, dalle più terribili tragedie e si ritrovino nelle circostanze più tremende. Perché, posso assicurarvelo, non appena saranno le loro chiappe a essere a rischio, ci ritroveremo tutti quanti sulla via della salvezza.

postato da: francesca78 alle ore 13:03 | Permalink | commenti
categoria: letture


mercoledì, 08 luglio 2009

da "Memorie di una maitresse americana" di Nell Kimball

Verso sera c'erano i fuochi e nel cielo si aprivano ombrelli di tutti i colori,
e io me ne stavo lì a fare oh e ah. Era come se il mio corpo fosse pieno
di cose meravigliose che non potevo spiegare; mi pareva di essere lassù
a scoppiare e a fluttuare in un modo meraviglioso.

Non sono in grado di dare una spiegazione veramente razionale alla mia
decisione. Ho sempre seguito i miei istinti, e se qualche volta mi hanno
cacciato nei guai, il più delle volte si sono dimostrati giusti, come la pioggia
in primavera.

Se avessimo meno paura delle parole, la vita sarebbe molto più sana.

Monte era un marito eccellente. Diceva: «La cosa necessaria è la
tolleranza reciproca, tesoro, sopportare i nostri piccoli difetti».
Ripensandoci, mi è sempre sembrato giusto - le piccole cose possono
rovinare un matrimonio quanto le grandi.

La città aveva bisogno di puttane, le puttane avevano bisogno di case,
l'esistenza delle case evitava che i giovanotti e i bruti gli violentassero
le figlie, le sorelle e le mogli. Le vergini della comunità erano al sicuro,
gli uomini di mezza età con bisogni e piccole abitudini intime potevano
- in un ambiente confortevole - far meno male, causare meno scandalo,
se esistevano posti come quello che io avevo in mente di metter su.

In tutte le statue, la Giustizia viene rappresentata con gli occhi bendati.
Ho sempre sospettato che sia anche guercia da un occhio.

Si è bassi quanto sono basse le mete a cui aspirate.

Io sono una donna religiosa, ma fuori dalle vecchie regole. La mia religione è vivere,
essere me stessa, non far del male al prossimo, non essere troppo severa nel
giudicare, non dire che con questo merlo posso parlare e con quest'altro no.
Se ho un credo, è di mantenere la mia parola, pago per tutto ciò che ricevo,
non sono amabile, non sono gentile con gli scemi. Per ciò che pago voglio il peso
giusto. Qualunque cosa io sia, voglio ugualmente essere me stessa. Chiunque,
qualunque cosa mi ucciderà, voglio essere in grado di fargli un palmo di naso e
dirgli: «Grazie per il passaggio».

da "Memorie di una maitresse americana" di Nell Kimball

postato da: francesca78 alle ore 00:21 | Permalink | commenti
categoria: letture


martedì, 16 giugno 2009

Ho deciso di partecipare alla mia prima sfida anobiiana...

Ecco i libri che ho scelto per questa sfida dal tema arcobalenoso:

Rosso: Riannodare il filo del ricordo, racconti sul cotonificio a cura di Italo Corai
Arancione: Quell'antico amore di Carlo Laurenzi
Giallo: Dalla Groenlandia al Congo di Barry Lopez
Verde: Stupid white man di Michael Moore
Blu: Seta di Alessandro Baricco
Indaco: La ragazza di Trieste di Pasquale Festa Campanile
Violetto: I miti di Chiloé - stregoni, maghe, favolosi mostri terrestri e marini nella mitologia dell'isola di Chiloé di Sergio Méndez de la Fuente

La sceltaè stata fatta in base al colore delle copertine dei vari libri, perché altrimenti sarebbe stata una ricerca estenuante. Ecco la foto dei miei libri:


postato da: francesca78 alle ore 19:00 | Permalink | commenti
categoria: letture, sfide, anobii


lunedì, 11 maggio 2009

I magnifici sette

COME FUNZIONA
Scegliere sette libri di autori poco noti che ci sono piaciuti.
Scrivere per ogni libro  solo tre/ cinque righe di descrizione, indicando, se possibile perché si consiglia la lettura.

La gatta -Alcide Paolini

Lei, abbandonata poco prima del ponte di Pasqua dal suo amato Luca, si ritrova giorni vuoti che riempie con ricordi, elucubrazioni, incoerenti cambiamenti d'umore. Tutto questo nella cornice di pensieri 68-ini e femministi tipici dell'epoca.

{ ne ho già parlato qui: CLICK }


Amore a ore - Giovanni Bogani

Per rivivere il magnetismo dell'amore, la velocità dell'amore, il dolore dell'amore in un epoca in cui tutto nasce e tutto muore, in cui tutto è precario, anche l'amore. Ma è bello, e va vissuto, comunquesia...

{ne ho già parlato qui: CLICK - CLICK }


Piccoli crimini coniugali - Eric-Emmanuel Schmitt

I colpi di scena non mancano in questo testo teatraleche ho conosciuto prima vedendolo rappresentato sul palco e poi leggendolo.
L'autore si incunea nei meandri dell'amore. Bello!

{ ne ho già parlato qui: CLICK }


Cronaca di poveri amanti - Vasco Pratolini

Le descrizioni dettagliate che si trovano in questo libro ti portano a vivere con la fantasia la Firenze che era.
I fiorentini sicuramente lo apprezzeranno, i non fiorentini si avvicineranno ad una Firenze bottegaia che adesso sta un po' scomparendo!



Torino è casa mia - Giuseppe Culicchia

Un libro che è una via di mezzo tra una guida della città e un racconto. L'autore ci presenta la sua Torino, nel bene e nel male, nel passato e nel presente, come se la stessa fosse dividsa in stanze. Un modo originale e non turistico per avvicinarsi ad una nuova città.

{ acquistato a Torino durante il Traffic Free Music Festival: CLICK }


... me ne mancano 2, spero di incontrarli nel mio percorso e pubblicarli al più presto.

postato da: francesca78 alle ore 01:54 | Permalink | commenti
categoria: letture


sabato, 31 gennaio 2009

Sei personaggi in cerca d'autore

 

Il capocomico 
 Ma mi facciano il piacere d'andar via, che non abbiamo tempo da perdere coi pazzi! 

Il padre (ferito e mellifluo) 
 Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d'infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere. 

Il capocomico 
 Ma che diavolo dice? 

Il padre 
 Dico che può stimarsi realmente una pazzia, sissignore, sforzarsi di fare il contrario; cioè, di crearne di verosimili, perché pajano vere. Ma mi permetta di farle osservare che, se pazzia è, questa è pur l'unica ragione del loro mestiere. 
Gli Attori si agiteranno, sdegnati. 

Il capocomico (alzandosi e squadrandolo) 
 Ah sì? Le sembra un mestiere da pazzi, il nostro? 

Il padre 
 Eh, far parer vero quello che non è; senza bisogno, signore: per giuoco... Non è loro ufficio dar vita sulla scena a personaggi fantasticati?  

[...]

Il padre 
 No, scusi, per lei dicevo, signore, che ci ha gridato di non aver tempo da perdere coi pazzi, mentre nessuno meglio di lei può sapere che la natura si serve da strumento della fantasia umana per proseguire, più alta, la sua opera di creazione. 


Il padre 
 Se si potesse prevedere tutto il male che può nascere dal bene che crediamo di fare! 


Il capocomico 
 Veniamo al fatto, veniamo al fatto, signori miei! Queste son discussioni! 

Il padre 
 Ecco, sissignore! Ma un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato.

Il padre 
 Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto!

La figliastra

 Non ci sto! non ci sto! Quello che è possibile sulla scena ve lo siete combinato insieme tutti e due, di là, grazie! Lo capisco bene! Egli vuol subito arrivare alla rappresentazione
caricando
 dei suoi travagli spirituali; ma io voglio rappresentare il mio dramma! il mio!

Il capocomico (seccato, scrollandosi fieramente)
 Oh, infine, il suo! Non c'è soltanto il suo, scusi! C'è anche quello degli altri! Quello di lui,
indicherà il Padre
 quello di sua madre! Non può stare che un personaggio venga, così, troppo avanti, e sopraffaccia gli altri, invadendo la scena. Bisogna contener tutti in un quadro armonico e rappresentare quel che è rappresentabile! Lo so bene anch'io che ciascuno ha tutta una sua vita dentro e che vorrebbe metterla fuori. Ma il difficile è appunto questo: farne venir fuori quel tanto che è necessario, in rapporto con gli altri; e pure in quel poco fare intendere tutta l'altra vita che resta dentro! Ah, comodo, se ogni personaggio potesse in un bel monologo, o...senz'altro...in una conferenza venire a scodellare davanti al pubblico tutto quel che gli bolle in pentola!

Il padre (quasi in sordina, con melliflua umiltà)
 Soltanto per sapere, signore, se veramente lei com'è adesso, si vede... come vede per esempio, a distanza di tempo, quel che lei era una volta, con tutte le illusioni che allora si faceva; con tutte le cose, dentro e intorno a lei, come allora le parevano - ed erano, erano realmente per lei! - Ebbene, signore: ripensando a quelle illusioni che adesso lei non si fa più, a tutte quelle cose che ora non le "sembrano" più come per lei "erano" un tempo; non si sente mancare, non dico queste tavole di palcoscenico, ma il terreno, il terreno sotto i piedi, argomentando che ugualmente "questo" come lei ora si sente, tutta la sua realtà d'oggi così com'è, è destinata a parerle illusione domani?

Il capocomico (senza aver ben capito, nell'intontimento della speciosa argomentazione)
 Ebbene? E che vuol concludere con questo?

Il padre
 Oh, niente, signore. Farle vedere che se noi (indicherà di nuovo sè e gli altri Personaggi) oltre la illusione, non abbiamo altra realtà, è bene che anche lei diffidi della realtà sua, di questa che lei oggi respira e tocca in sè, perché - come quella di jeri - è destinata a scoprirlesi illusione domani.

Il capocomico (rivolgendosi a prenderla in riso)
 Ah, benissimo! E dica per giunta che lei, con codesta commedia che viene a rappresentarmi qua, è più vero e reale di me!

Il padre (con la massima serietà)
 Ma questo senza dubbio, signore!

Il capocomico
 Ah sì?

Il padre
 Credevo che lei lo avesse già compreso fin da principio.

Il capocomico
 Più reale di me?

Il padre
 Se la sua realtà può cangiare dall'oggi al domani...

Il capocomico
 Ma si sa che può cangiare, sfido! Cangia continuamente, come quella di tutti!

La figliastra
 [...] Nel giardino, appena mi vedeva, correva a prendermi per mano. I fiori grandi non li vedeva; andava a scoprire invece tutti quei "pittoli pittoli" e me li voleva mostrare, facendo una festa, una festa!


Per leggere tutta l'opera: CLICK

postato da: francesca78 alle ore 14:36 | Permalink | commenti (1)
categoria: letture, teatro, video


venerdì, 30 gennaio 2009

unica perla del libro (foto trovata su flickr)


Tè e manga contro caffé e giornale: l'eleganza e l'incanto contro la triste aggressività dei giochi di potere degli adulti.

- L'eleganza del riccio, Muriel Barbery -

postato da: francesca78 alle ore 15:17 | Permalink | commenti (1)
categoria: letture


giovedì, 06 novembre 2008

Un posto nel mondo

Quest'estate c'era chi si leggeva un libro di Fabio Volo in conseguenza al fatto di avermi conosciuta. L'unico libro di Volo che io, in realtà,  non avevo letto e il primo, invece,  per lui. Casualità che si incrociano. Una firma su msn che riportava una frase del libro è stata una pulce nell'orecchio della mia curiosità.
Dopo alcuni mesi non ho resistito più e dopo aver atteso per un po' invano che lui me lo prestasse, ho deciso di comprarlo. Anche perché vuoi mettere avere un libro tutto per te?
A differenza dell'ingordigia estiva, questo libro potrei dire che l'ho "pasteggiato", assaporandone i contenuti e facendo sì che i semi in esso contenuti si poggiassero nel mio cuore per creare serenità. L'altra notte la sensazione, appena terminatolo, è stata quella di volerlo ricominciare. Ogni singola pagina mi donava un sogno, una speranza, una sensazione. Mi donava un sorriso.


Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì.

Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono.

«Tu fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.»

Allora, poi non c'è niente di più bello che condividere con una persona la propria vita. Però bisogna prima averne una. Una vita viva.


Non ci si può unire se manca un pezzo. Ci si può solamente appoggiare.

Però non è stato egoismo, è stato piuttosto darsi totalmente a uno sconosciuto che senti vicino, senza dosare il desiderio affinché duri nel tempo ma prendendosi tutto e vivendolo fino in fondo incuranti del futuro.

postato da: francesca78 alle ore 15:09 | Permalink | commenti (1)
categoria: amore, letture


mercoledì, 15 ottobre 2008

Mix letterario

Tra settembre e ottobre la mia fame di lettura è stata scissa in tre libri, che venivano letti ad intervalli irregolari e a singhiozzo.
Da un lato il best seller "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffenegger, al centro la rilettura di "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo e dall'altro "Fightclub" il primo libro di Palahniuk prestatomi da un amico.
Ora, se conoscete appena un po' i titoli, capirete bene la follia dell'accostamento.... passi ancora Niffenegger e Volo, che comunque alla fine condividono un romanticismo di fondo, il primo legato al destino e l'altro all'amore per se stessi che fa sì che si possa amare gli altri. Ma Palahniuk con le sue idee autodistruttive diciamo che strideva forte.
Comunque sono sopravvissuta alla triplice lettura, seppur con segni di scompenso e un po' di confusione in testa... credere ancora all'amore? E che tipo di amore? E se è vero che nessuno salva nessuno... e se è vero che si deve amare se stessi... e se è vero che siamo predestinati... che casino! Chi ci capisce nulla? Soprattutto quando mi sono ritrovata a leggere a giorni alterni frasi come...

"Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione." { Fightclub }

"La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. [...] Se vuoi essere felice, se vuoi essere libero, impara ad amare. Ad amare, e a lasciarti amare." { E' una vita che ti aspetto }

"Io dovrei separarmi dall'automiglioramento e dovrei lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso continuare a giocare sul sicuro.
Questo non è un seminario." { Fightclub }

"Magari prima bisogna aprirsi, liberarsi da mille paure, da mille atteggiamenti, da mille armature.
Forse bisogna anche un po' imparare a stare con le persone e non aspettarsi gli incastri perfetti.
"

{ E' una vita che ti aspetto }

"
Non c'è niente di statico. Tutto va a pezzi." { Fightclub }

"Raccoglievo l'amore per il mondo per poterglielo donare e raccontare." { E' una vita che ti aspetto }

... e a chiedermi se la soluzione è l'incontro che "crea cose nuove. Dà vita a pensieri, riflessioni, sentimenti, azioni che appartengono solo alle due persone che si sono incontrate." { E' una vita che ti aspetto } o lo scontro con "tutto quello che nel mondo non funzionava" { Fightclub } consapevoli di non risolvere nulla ma anche che dopo nulla ha più importanza.
Comunque sia una cosa è sicura, qualunque sia la soluzione... "Si fanno degli errori e forse l'importante è non dimenticare il resto di te stesso se solo una piccola parte di te andasse in malora." { Fightclub }

postato da: francesca78 alle ore 13:09 | Permalink | commenti (5)
categoria: pensieri, amore, letture


martedì, 09 settembre 2008

A volte sembra quasi che i libri ti parlino....

Frasi tratte dal libro "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo, precisamente dalle pagine che ho letto ieri sera, prima di andare a dormire, mentre cercavo di capire che cosa sta succedendo a me e alla persona con cui sto ...non lo so nemmeno io cosa... in questo periodo.


"nulla sa di nulla finché non c'è un incontro."

"Ad esempio sono arrivato a capire che voler sempre controllare tutto, prevenire le sofferenze e il dolore era stata una dannazione per me, perché non mi aveva mai permesso né concesso il lusso dell'amore."

"Magari prima bisogna aprirsi, liberarsi da mille paure, da mille atteggiamenti, da mille armature.
Forse bisogna anche un po' imparare a stare con le persone e non aspettarsi gli incastri perfetti."


"Per anni in quel vuoto ci mettevo un'altra persona. Una donna . Ripetevo che stavo con lei perchè mi completava. Perchè mi migliorava. Quel vuoto , però , con il passare del tempo mi aveva creato chiaramante una dipendenza.In quella donna riponevo la mia felicità. Quella dipendenza mi metteva paura. Paura di perderla.
Si innescavano così dinamiche di disarmonia , che alteravano il mio comportamento o quello dell'altra persona, e finivamo col non vivere la nostra vita. La nostra storia frenava e dirottava i nostri destini. Anche qui ci si adattava.
Quel senso di incompiutezza era come il buco nello stomaco che ti viene quando hai fame. E si sa che quando hai fame mangi ciò che trovi. Anche se non è il tuo piatto preferito.
Ma del resto , l'obiettivo non è gustare o deliziare il cuore , ma riempire lo stomaco. Chiudere il buco.
"

"La verità vera è che mi piaceva stare con lei, ma mi piaceva ancora di più l'idea di non essere più solo. Sapevo che non era lei, ma volevo stare con lei."

postato da: francesca78 alle ore 11:42 | Permalink | commenti (1)
categoria: amore, letture