Il mio Myspace

Il mio Flickr



commenti recenti:
LaportAccanto in Attenti ai farmaci c...
francesca78 in Attenti ai farmaci c...
berta83 in Attenti ai farmaci c...
Rosenkreutz in Attenti ai farmaci c...
ClaudioFedi in week end traballante...
MaDLoST in week end traballante...
angelGIO in week end traballante...
utente anonimo in Come si farà a inna...
PF1 in Just singing ROCK in...
francesca78 in Lo strano fenomeno d...
Ho appena creato:
C167 - Fuxia mix necklace
Guarda le altre mie creazioni


Frasi:
"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo." {dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }


Letture:

Finora sono entrati
in questo caos

Archivio:
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---

Categorie:
adsl
amicizia
amore
attenzione
attese
bieffe
blogday2007
canzoni
cibo
cinema
concerto
cronaca
disordine
dolcezza
dolore
emozioni
fdsflickrtoys
feste
firenze
flickr-ate
foto
free burma
help
incontri
informazioni
jappo
letture
ludicamente
manie
me
mf
microcredito e sostenibilita
moda
nosense
palestra
pensieri
polis
progetti
proteste
psicologia
rabbia
scelte
serate
serenità
società
solidarieta
sweet
teatro
university
viaggi-luoghi
video
web
wishlist
work world
Links:
Alessia { BS }
Bloggerfiorentini
Cinzia { Torino }
Claudio F. { FI }
Fabio { BS a FI }
Fabrizio { FI }
Gabri { FI }
Giò { NA a FI }
Giovanni Bogani { scrittore FI }
Giulia { CT }
Kousin { CT }
Lisa { PT }
Mad { BO }
Mafalda (NA)
Mattia { TV }
Puccho { PG }
Riccardo (PT) canta con...
Terry { MI }
Vulkania { CT }

QR-code:
qrcode

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
sabato, 19 luglio 2008

Come si farà a innamorarsi, mi domando. Non me ne ricordo più.

{ su La gatta, libro di Alcide Paolini }

«Pensi che si possa tranquillamente chiudere una storia di anni, fatta di amore e di sofferenza, di sacrifici e di gioie, di rinunce e di errori, così, come un romanziere chiude le sue storie, per incominciarne subito un'altra? Comodo. E se venissi a cercarti? Che bello scherzo ti giocherei.»

 «Non si può far soffrire così la persona a cui si è voluto tanto bene. E' ingiusto, è inumano.»

Lei, di cui non si sa il nome, abbandona (ma in realtà viene abbandonata) Luca poco prima di Pasqua. L'attende dunque un ponte vuoto di persone, da riempire. Inesorabilmente il cervello prende il sopravvento portandola in un'onda di ricordi, rabbia, dolore, amore, odio, pensieri di morte (per lei, per lui, per la gatta che alla fine uccide sul serio). Si leggono tra le righe di questo suo pensare i postumi del '68, sottolineato da idee femministe e di liberazione, ma accanto a questa spregiudicatezza si nota anche una certa innocenza di pensiero.
Il personaggio è caratterizzato poi da un’incoerenza di fondo e da una forte istintività che comporta continui cambiamenti di pensiero che rendono ancora più interessante il fluire delle idee.

«Del resto sono fatta così, non riesco a nascondere i miei sentimenti, gli impulsi, non mi va di forzare me stessa per convenienza.»

«La coerenza mi fa venire in mente non so perché quelle domestiche che stanno per quarant'anni dallo stesso padrone, e alla fine ricevono il premio di fedeltà, e una medaglia. Che stupendo esempio di coerenza! Ma si può essere più scemi di così? Io non credo di essere mai stata coerente. La coerenza dell'incoerenza. In fondo che differenza fa? La mia coerenza viaggia sui binari dell'incoerenza, tutto lì.»

La maggior parte del libro si svolge all’interno dell’appartamento di lei. Co-protagonisti il telefono e la gatta.

«Ecco un sistema ideale per farti fuori, ha mormorato la donna, una spintarella e di lì non ti caverebbe vivo nessuno, tanto più che l'acqua è caldissima. Poi potrei tagliarti le vene delle zampe e sembrerebbe addirittura un suicidio in piena regola. Delitto perfetto.»

“Insofferente, ad un certo punto esplode in un tentativo di fuga da se stessa, attraverso la città deserta; entra in contatto con gli emarginati dei ghetti cittadini; distrugge e ricostruisce continuamente l'immagine dell'uomo che l'ha lasciata; analizza se stessa, si dispera, ama e odia.” { da anobii }

Il libro è scritto in modo ironico, mai banale, e risulta scorrevole alla lettura. Il finale rimane relativamente aperto, senza soluzioni finali.

«Viviamo sempre accanto a estranei. Crediamo di sapere tutto e non sappiamo niente. L'avarizia di darsi fino in fondo. La riserva mentale. Il timore di investire in beni sbagliati. La paura di perdere.»

postato da: francesca78 alle ore 13:05 | Permalink | commenti (1)
categoria: letture


giovedì, 10 luglio 2008

Immaginazione e realtà

"Per taluni l'immaginazione è una funzione dell'attività psichica consistente nella produzione di immagini o rappresentazioni mentali, resa possibile dall'accumulo di esperienze percepite. Per altri è invece capacità di elaborare con libertà e fantasia i dati dell'esperienza o i prodotti del pensiero. Per altri ancora essa è la facoltà di pensare senza regole fisse e di associare liberamente i dati dell'esperienza sensibile." { da Corna-Pellegrini (2004), Realtà e immaginazione nella qualità della vita }

Una attuale ricerca della  Vanderbilt University sottolinea come ciò che noi immaginiamo ad occhi aperti impatta direttamente sulla nostra visione del mondo: "Letting your imagination run away with you may actually influence how you see the world."  { Exploration }. La ricerca, pubblicata a giugno nella rivista Current Biology, ha scoperto che l'immaginazione lascia nella memoria una piccola traccia che può comportare modifiche sulle percezioni future: “This is the first research to definitively show that imagining something changes vision both while you are imagining it and later on.”  { Exploration } L'immaginazione, dunque, ha il potere di cambiare la percezione della realtà.

Leggendo l'articolo penso a come sognare eccessivamente ad occhi aperti abbia una base di pericolosità, perché si rischia di non vivere più nella realtà ma di crearci dei castelli in aria pronti a distruggersi con la prima folata di vento. Tuttavia, a volte, in questo mondo, sognare a occhi aperti è necessario alla sopravvivenza. Sempre meglio, penso, che essere sempre fortemente incentrati sul male di vivere. Dunque, la soluzione, non credo sia nell'eliminazione totale di questa parte di noi.
Qualche giorno fa leggevo un libro ("L'uomo che andò in bicicletta sulla luna")  e mi sono imbattuta in questa frase "L'importante è sapere che si sta sognando - e continuare a goderne." Ecco dunque una possibile soluzione: la consapevolezza.
Ma la consapevolezza di sognare lascia comunque il sogno nel mondo dei sogni e aumenta la discrepanza con la realtà. Esiste, forse, una soluzione migliore: non lasciare che il sogno rimanga sterile, ma tentare di renderlo reale. Questo ovviamente comporta uno scontro e richiede una certa dose di adattamento e flessibilità.

Questo mio scritto non vuole essere niente di sicuro, ma solo un pensiero personale su un tema che in questi giorni { o forse sarebbe meglio dire in questo periodo } ha incrociato più volte il mio cammino.

postato da: francesca78 alle ore 13:37 | Permalink | commenti
categoria: pensieri, letture, psicologia


venerdì, 13 giugno 2008

Portami nel posto che "non so"...

Tu, che adesso non sei davanti allo schermo a guardare la partita, perché sai vivere anche senza calcio.

Tu, che non fumi millemila sigarette al giorno.

Tu, che possibilmente hai occhi chiari e carnagione scura, o anche occhi scuri, ma profondi, che parlano di te, di me, di noi.

Tu, che non ci sei ma che già io sto aspettando.

Tu, che non avrai paura di me, di un cervello funzionante, del mio riscaldarmi per le cose.

Tu, abbatti dolcemente le mie difese, con amore, e portami nel posto che "non so", ma in cui sento di voler essere.

Voglia di dolcezza"e qui è primavera, una primavera che si baciano tutti senza motivo, ci sono giardini dappertutto, ci sono fidanzati dappertutto, dappertutto ci sei tu con qualcuno, dappertutto ci sei tu che ti stai baciando, Dappertutto stai sorridendo"
{ Amore a ore, Giovanni Bogani }


"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta, Giovanni Bogani }

"Perché saremo musica nella tempesta. Perché di te, perché di te farò un canto. Perché ci addormenteremo insieme"
{ Amore a ore, Giovanni Bogani }


"Francesca chiude gli occhi

Chiudili anche tu

Ed entra nel suo mondo

Che è tutto tranne che rotondo "

{ Francesca, DJ Francesco }

postato da: francesca78 alle ore 19:40 | Permalink | commenti (5)
categoria: pensieri, amore, letture, foto, me


giovedì, 12 giugno 2008

perché colleziono storie, facce, parole

"e io ti filmo perché colleziono storie, facce, parole, come se mi salvasse dalla mia morte tutto questo raccogliere vita, come se mi salvasse dalla mia tristezza tutto questo conoscere, sfiorare, credere di sapere, che non si sa mai niente, che gli altri restano sempre un'altra cosa, che gli altri restano sempre dentro altri corpi, e tu te ne stai nel tuo" 
{ Giovanni Bogani, "Samuel Beckett", in Per tutto il tempo che ci resta }

...e in questa frase leggo tutta la mia curiosa inquietudine, e il perché di certe mie scelte di vita, di certi miei modi di vivere, li leggo qui.
1997, estate, su una spiaggia del Lido vengo a sapere che psicologia sarebbe stato "a numero aperto" quell'anno.
Psicologia, io che ho fatto Ragioneria Programmatori per imparare l'informatica e ne sono uscita grandissima amante della lettura, con un 6 per l'impegno ad Economia aziendale, doti informatiche esistenti ma poco sviluppate per cause non dipendenti dalla mia volonta, lingue straniere a livelli penosi, per non parlare del rapporto pessimo con l'insegnante di Economia e politica e di quello infernale con i miei compagni di classe.
Psicologia, ecco la soluzione! Conoscere gli altri, capire finalmente il cervello delle persone, il perché dei comportamenti, farsi avvicinare dalle storie delle persone, io che ero incapace, con la mia impacciata timidezza, ad avvicinarmi. Una sfida in cui buttarmi, un po' inconsciamente e forse neanche con i motivi più validi. Che a 18 anni non lo sai davvero cosa vuoi dalla vita.... { A quasi 30 lo sai, Francesca? }
E continuo da allora a camminare, a osservare, ad ascoltare, a leggere, a guardare, a farmi raccontare le storie e soprattutto a vivere la sfida.
E stasera a cena, parlavo con i miei di scuola, di come molto dipende da che insegnante incontri, e ripensavo a me a 18 anni, a quella scelta, pensavo a me e a come avessi fatto quella scelta così, un po' sull'onda del momento. Ed ora sono qui e allora non ci sarei mai arrivata a pensare il mio oggi, che neanche lo so a che pensavo davvero, al mare, quell'estate, finita la maturità, voglia di divertirsi, di abbronzarsi, di vivere. Non mi ricordo se ci pensavo a me da grande, a me quasi trentenne. A me con una laurea in mano e qualche storia nel cassetto. Chissà se ci pensavo che non sarei più stata con le solite persone, che quelle persone adesso non so quasi dove sono. Chissà se ci pensavo che è tutto così in movimento e precario, mentre leggevo Culicchia, sulla spiaggia... che chissà che cosa c'è scritto in quel libro di Culicchia, di cui ora ricordo solo il titolo: "Bla bla bla".

postato da: francesca78 alle ore 00:01 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, letture, university, emozioni, me


lunedì, 02 giugno 2008

Respect

"Sei stata sincera, mi dici. Ti libera dal male, questo. Ma al di là della sincerità, c'è il rispetto."  { Amore a ore, Giovanni Bogani }

Credo fermamente nella sicerità, odio l'ipocrisia della gente che per troppo tempo ho subito. Ma ciò non toglie che essere sinceri non per forza significhi essere crudi. Il dono del linguaggio ci deve venire in aiuto, e soprattuto dovremmo imparare il rispetto di un'idea diversa, soprattutto se l'idea è un'idea piccola, personale, che non crea problemi al resto del mondo.

"Non dobbiamo aspettarci che gli altri facciano quello che vogliamo; Ie loro i idee sono Ie giuste idee per loro  e benché il loro percorso, possa dirigersi in una direzione diversa dalla nostra, lo scopo alia fine del viaggio è lo stesso per tutti noi. Troviamo che, quando vogliamo che gli altri si adeguino ai nostri desideri, poi litighiamo con loro."
{ Libera te stesso, Edward Bach }

E' ovvio che non penso lo stesso per quel che riguarda idee distruttive, come cerchi canti che ho sentito l'altro giorno. Le idee distruttive non le rispetto, non le posso rispettare. Le idee che investono il mondo e non solo la persona che le produce, quelle no. Ma le piccole scelte delle singole persone sulle loro vite, secondo me dovrebbero essere accettate così come sono.

"Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri
perché comunque non ne sai un cazzo della vita degli altri!"
{ dal famosissimo pezzo CREDO del film Radifreccia - grazie a Giovanni Bogani che l'ha postato nel suo blog portandomi a risentirlo e accorgerrmi di questa frase! }

postato da: francesca78 alle ore 19:36 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, letture


sabato, 31 maggio 2008

... sono veloce dovrei essere più lento.

"La vita ha il ritmo degli sms, la vita ha il ritmo di uno spot pubblicitario. Come può sopravvivere un romanzo? Come può sopravvivere un racconto?" { Giovanni Bogani }

Giovanni Bogani
Eccolo, Giovanni Bogani, con il suo golf arancione "catarifrangente" come lui stesso l'ha definito. Eccolo che arriva al secondo piano della libreria Edison, saluta diverse persone, stringe mani, sorride. Lo guardo e penso se dirglielo che sono io, francesca78, quella di bloggerfiorentini, quella che ha letto Amore ad ore ed L. e che gli commenta il blog. Ma un po' mi vergogno... invece è lui che si avvicina, mi ha riconosciuta dalla foto. E così mi sorprende.
La presentazione comincia. Ad accompagnarlo in questo compito Claudio Spadi, ovvero il cantautore sul ponte di uno dei suoi racconti, e dei lettori di eccezione: Valerié Mastrangelo, Maria Giulia Ciucci, Francesco Grifoni e un'improvvisato Gaetano Gennai.
E così tra qualche brano e qualche canzone famosa {Carte da Decifrare di Fossati, Firenze di Graziani, Pensiero stupendo, etc } scivolano presto le ore.
Belli anche gli interventi di Giovanni, riguardo le persone e i libri.


«Scoprire una persona è sempre scoprire un abisso: non c'è mai nessuno quieto e lineare fino in fondo.»

«Un libro ha di bello che lo si fa suonare dentro di noi come si vuole. La vita di oggi ha ritmi rapidissimi, da spot pubblicitario. Non abbiamo più tempo da dedicare. Viviamo in un mondo che è come un mosaico, un puzzle. Il libro mette insieme i pezzi di questo specchio rotto in modo da poter vedere la nostra immagine riflessa.»

Ma bella soprattutto quella sua velata timidezza che viene superata solo grazie all'amore per ciò che fa, in cui crede. L'amore per la musica e per la scrittura.

Per vedere le altre foto della serata: CLICK

postato da: francesca78 alle ore 21:41 | Permalink | commenti (4)
categoria: letture, foto, incontri, emozioni


lunedì, 28 aprile 2008

L'abito di piume { Banana Yoshimoto }

La vita, come fiume che scorre, tra giorni di tempesta e di sole, giorni di acque torbide e altri di limpidezza, lento o veloce, ma sempre in avanti, perché non può tornare indietro.
Una storia d'amore che finisce, la necessità di superare il dolore, cambiando le abitudini che si aveva in due. Una presa di coscienza ma anche l'accettazione del destino e di ciò che esso ci dona.

"Persone o spiriti è la stessa cosa: se li ami troppo va sempre a finire male. Sono sicura che prima o poi anche al mio ragazzo-olmo sarebbe scoppiato l'odio che portava dentro e mi avrebbe ferita. Forse però se l'avessi frequentato consapevole del rischio che correvo, avremmo potuto condividere parecchie cose. Le storie troppo belle finiscono sempre con un colpo di scena tragico. Il nostro rapporto però era diverso, perché tutt’e due portavamo nell’animo la stessa sofferenza, e quella era l'unica verità che contava".
"Ci vuole tempo, sai?"
"Esatto. Se non si riesce a vedere da angolazioni diverse anche nelle pieghe più profonde del carattere dell'altro, si cade nella trappola della 'storia esemplare' e ci si autoconvince di aver trovato un confidente fuori dall'ordinario."

“Non c’è miglior cosa che seguire il corso naturale degli eventi, esattamente come fa la corrente del fiume.”

postato da: francesca78 alle ore 12:47 | Permalink | commenti
categoria: letture


sabato, 12 aprile 2008

Meditabondiamo

E sono il muro da riempire di sfoghi,

nervosa

nervosa di nomi
nervosa di nevrosi
nervosa di appallamenti
nervosa di essere vista come la marionetta che non sono
nervosa di parole a vuoto
nervosa di gente che non ci ha capito nulla, in un anno, di me

e ho solo voglia di saltare con un po' di ska
di urlare tutto il nervoso che ho
che sono stufa anche dei grazie
se poi devo sentirmi dire che ho rotto
solo perché scuoto

fa male



E comunque forse farebbe bene a tutti leggere un po' Goleman, così capirebbero che il nostro comportamento influisce sulle emozioni e sulla fisiologia dell’altro e quindi è necessario comportarsi in coscienza, in maniera tale da avere un effetto benefico anche a livello impercettibile su chi entra in contatto con noi. Attenzione, non sto dicendo di essere ipocriti. Dell'ipocrisia non so che farmene e non dovrebbe sapere che farsene chiunque. Sto parlando di civiltà.  E forse a questo punto farebbe comodo a tutti leggere un po'  di Scott Peck, driblando la noiosa parte spirituale e soffermandosi su cosa è civiltà: "diventare ancora più coscienti di sé, degli altri e delle organizzazioni di cui sono membri."


Tutto questo meditabondare mi ha ricordato un vecchio post... di cui riporto un pezzo

giovedì, marzo 18, 2004 h. 11:26
Parole come lame
Le parole sono a volte come piccole lame che feriscono in modo più o meno profondo, a seconda dello stato d'animo di chi le riceve. A volte ne basta una, sbagliata, dalla persona sbagliata, nel momento sbagliato, per fare un lago di sangue. E non riesci a trovare giustificazione e a farti scivolare sempre le cose sopra.

postato da: francesca78 alle ore 14:35 | Permalink | commenti
categoria: pensieri, letture, psicologia, amicizia, disordine, me


giovedì, 10 aprile 2008

L. di Giovanni Bogani

    "Ma fin dove è il limite di ciò che in amore si può fare? Fin dove è possibile distruggersi, umiliarsi, stremarsi, fin quanto si può telefonare, quante parole della vita è possibile dare a un amore in coma, che non risponde, che non si fa defibrillare, fin quanti cardiotonici puoi iniettare in un amore infartuato?"

 L'ossessione di un amore, tradito smarrito finito infinito stranito intenerito atterrito devastato franato spaventato. Impazzito.

Luca e Libera.

Luca che si era fatto bambino per farsi cullare da lei. Luca che stava rischiando la sua vita per quell'amore folle , ossessivo, protettivo.
    "Vorrei essere un'ossessione per te come tu lo sei per me. Vorrei poterti proteggere perchè ogni tanto mi accorgo che sei fragile e indifesa. Vorrei esserti una musica, vorrei riempirti la vita, che tu ti riempi di orgogliosa solitudine."

Libera a cui piaceva giocare ad essere bella. Libera lady perfida e presuntuosa. Libera che aveva segreti imprescrutabili. Libera che gli fuggiva dalle mani.
    "Lei voleva con tutte le forze perderlo, sfuggirgli, non farsi invischiare in quel pasticcio appiccicoso di piacere e dolore, di umiliazione e disappunto, di tenerezza infinita e struggimenti improvvisi che era l'amore con lui."



"L." l'ho incontrato all'Edison un mesetto fa, ero lì con Giovanna per sentire Chiara ed ecco che mi viene voglia di comprare un libro... un nuovo libro di Giovanni Bogani, scrittore che scoprii proprio in questa libreria un po' per caso verso luglio, con "Amore a ore" { e fu amore a prima vista }. Lo cerco, vagando per il piano terra dell'Edison, e finalmente lo trovo. Sfoglio i vari titoli leggendo le 4° di copertina. Anche Giovanna viene coinvolta nella scelta, rimaniamo entrambe colpite da "L." che poi scopro essere il suo primo libro.
C'è una cosa strana nei libri di Bogani, sembrano sempre parlare di qualcosa vicino a me... sensazioni o persone. Anche in questo caso è stato fortemente così, e per questo la lettura è stata lunga... ho trovato un po' di me e molto di altri in questo libro.
La lettura è stata lenta, forse a causa dello stile un po' frastagliato, stile che era presente anche in "Amore a ore" ma forse in modo meno forte. Comunquesia, ritengo che anche questo libro di Bogani sia meritevole di essere letto, seppur non prenderà mai il posto dell'altro, forse anche per il tema, non so.

postato da: francesca78 alle ore 16:37 | Permalink | commenti (3)
categoria: letture


domenica, 17 febbraio 2008

Il giorno in più { Fabio Volo }

Giacomo, 35 anni, tante avventure ma poche storie importanti, forse per il peso di un'infanzia difficile e di una madre fin troppo presente e pesante.
Giacomo ha imparato a prendere il bus per andare a lavorare in uno dei suoi viaggi. Ed è lì che vede la ragazza dell'autobus.
Tutti i giorni Giacomo e la ragazza dell'autobus si sorridono. Ma non si parlano.

Poi finisce che una donna non sorride più a nessuno. Non è vero che se la tirano: spesso non sorridono perché se lo fanno gli uomini pensano subito che ci devono provare.

Continua così questa ricerca di sguardi, questa infatuazione fatta di piccoli gesti. Fino al giorno in cui Michela lo invita a prendere un caffè: ha chiesto il trasferimento a New York e partirà tra pochi giorni.
E Giacomo... beh, mica posso raccontarvi tutto! Lascio la parola al libro.

«A volte le persone sono solo delle porte, dei passaggi. Tu per me, io per te. Anche gli sconosciuti, ogni incontro è una porta. »


«Io non so nemmeno se esiste quello giusto. Anzi, penso che la persona giusta esiste solo se tu ci credi. Se ci credi puoi fare di una persona quella giusta. Per un po'.»


«Un fidanzamento a termine?»
«Si,ci fidanziamo,ma decidiamo già adesso che ci lasceremo,vada come vada.Tu rimani qui a New York ancora per qualche giorno.Ci prendiamo cura l'uno dell'altra,facciamo tutto ciò che ci sentiamo di fare e allo scadere del nono giorno ci lasciamo.Cosi è impossibile fraintendere.Hai detto che ti piacerebbe amare una persona,lasciarti andare,regalare fiori,scrivere poesie e tutto il resto,ma non lo fai perchè hai paura di coinvolgerla e poi di cambiare idea...Io quelle cose,se tu desideri darmele,le voglio,e se desidero dartele voglio poterlo fare.Visto che ci siamo e ci troviamo bene,perchè prendersi solo delle cene e delle scopate?Lasciamo aperta ogni possibilità di esprimerci.E' un gioco stupido lo so,però magari è divertente,chi può saperlo?Ti sei mai messo con una persona sapendo già la data di scadenza?Non è scopare e basta,non è ti amerò per sempre,è un terzo modo di stare insieme.Che ne dici?Proviamo?che cosa abbiamo da perdere?Piuttosto che diventare dei semplici Trombamici...noi non dobbiamo costruire un rapporto,ma viverlo,nelle reciproche libertà.Proviamo a vedere se funziona,se riusciamo a bastarci e a prenderci in questo modo tutto quello che possiamo darci.Mi è venuta questa idea perchè credo di aver visto qualcosa che ci rende simili.Un territorio familiare da vivere,da esplorare.Qualcosa che appartiene a entrambi.Sarebbe un peccato perderlo.E' sempre emozionante incontrare un proprio simile.Per me,da quello che ho intuito,tu lo sei.Con te ho sentito la scintillanza.»

 «Cos'è la scintillanza?»
«La sintonia con una persona.L'affinità elettiva.Ciò che con alcune persone non riesci ad avere nemmeno dopo anni»


«non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da sè. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai.»


«Forse il segreto è che basta aprirsi un attimo. Come quei muri che si vedono per strada: da una piccola crepa spunta una piantina. Ero diventato come quel muro. Da una mia piccola apertura era nata una piantina di emozione e di curiosità.»

postato da: francesca78 alle ore 15:56 | Permalink | commenti (4)
categoria: letture