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Letture: Frasi:
"Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì."
"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono."
"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione"
"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo."
"Se chiudo gli occhi non ci sei
"Ma la Strega infastidita
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Un libro che fareste bene a non acquistare
postato da: francesca78 alle ore 00:11 | Permalink | commenti Stupid White Men (Michael Moore)
postato da: francesca78 alle ore 13:03 | Permalink | commenti da "Memorie di una maitresse americana" di Nell Kimball
Verso sera c'erano i fuochi e nel cielo si aprivano ombrelli di tutti i colori, Non sono in grado di dare una spiegazione veramente razionale alla mia Se avessimo meno paura delle parole, la vita sarebbe molto più sana. Monte era un marito eccellente. Diceva: «La cosa necessaria è la La città aveva bisogno di puttane, le puttane avevano bisogno di case, In tutte le statue, la Giustizia viene rappresentata con gli occhi bendati. Si è bassi quanto sono basse le mete a cui aspirate. Io sono una donna religiosa, ma fuori dalle vecchie regole. La mia religione è vivere, da "Memorie di una maitresse americana" di Nell Kimball
postato da: francesca78 alle ore 00:21 | Permalink | commenti Ho deciso di partecipare alla mia prima sfida anobiiana...
La sceltaè stata fatta in base al colore delle copertine dei vari libri, perché altrimenti sarebbe stata una ricerca estenuante. Ecco la foto dei miei libri:
postato da: francesca78 alle ore 19:00 | Permalink | commenti
COME FUNZIONA
Scegliere sette libri di autori poco noti che ci sono piaciuti.
Scrivere per ogni libro solo tre/ cinque righe di descrizione, indicando, se possibile perché si consiglia la lettura.
Lei, abbandonata poco prima del ponte di Pasqua dal suo amato Luca, si ritrova giorni vuoti che riempie con ricordi, elucubrazioni, incoerenti cambiamenti d'umore. Tutto questo nella cornice di pensieri 68-ini e femministi tipici dell'epoca. { ne ho già parlato qui: CLICK } Amore a ore - Giovanni BoganiPer rivivere il magnetismo dell'amore, la velocità dell'amore, il dolore dell'amore in un epoca in cui tutto nasce e tutto muore, in cui tutto è precario, anche l'amore. Ma è bello, e va vissuto, comunquesia... {ne ho già parlato qui: CLICK - CLICK } I colpi di scena non mancano in questo testo teatraleche ho conosciuto prima vedendolo rappresentato sul palco e poi leggendolo. L'autore si incunea nei meandri dell'amore. Bello! { ne ho già parlato qui: CLICK } Cronaca di poveri amanti - Vasco PratoliniLe descrizioni dettagliate che si trovano in questo libro ti portano a vivere con la fantasia la Firenze che era. I fiorentini sicuramente lo apprezzeranno, i non fiorentini si avvicineranno ad una Firenze bottegaia che adesso sta un po' scomparendo! Un libro che è una via di mezzo tra una guida della città e un racconto. L'autore ci presenta la sua Torino, nel bene e nel male, nel passato e nel presente, come se la stessa fosse dividsa in stanze. Un modo originale e non turistico per avvicinarsi ad una nuova città. { acquistato a Torino durante il Traffic Free Music Festival: CLICK } ... me ne mancano 2, spero di incontrarli nel mio percorso e pubblicarli al più presto.
postato da: francesca78 alle ore 01:54 | Permalink | commenti Sei personaggi in cerca d'autore
Il capocomico Il padre (ferito e mellifluo) Il capocomico Il padre Il capocomico (alzandosi e squadrandolo) Il padre [...] Il padre Il padre Il capocomico Ecco, sissignore! Ma un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato. Il padre Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto! La figliastra Non ci sto! non ci sto! Quello che è possibile sulla scena ve lo siete combinato insieme tutti e due, di là, grazie! Lo capisco bene! Egli vuol subito arrivare alla rappresentazione Oh, infine, il suo! Non c'è soltanto il suo, scusi! C'è anche quello degli altri! Quello di lui, indicherà il Padre quello di sua madre! Non può stare che un personaggio venga, così, troppo avanti, e sopraffaccia gli altri, invadendo la scena. Bisogna contener tutti in un quadro armonico e rappresentare quel che è rappresentabile! Lo so bene anch'io che ciascuno ha tutta una sua vita dentro e che vorrebbe metterla fuori. Ma il difficile è appunto questo: farne venir fuori quel tanto che è necessario, in rapporto con gli altri; e pure in quel poco fare intendere tutta l'altra vita che resta dentro! Ah, comodo, se ogni personaggio potesse in un bel monologo, o...senz'altro...in una conferenza venire a scodellare davanti al pubblico tutto quel che gli bolle in pentola! Il padre (quasi in sordina, con melliflua umiltà) Il capocomico (senza aver ben capito, nell'intontimento della speciosa argomentazione) Oh, niente, signore. Farle vedere che se noi (indicherà di nuovo sè e gli altri Personaggi) oltre la illusione, non abbiamo altra realtà, è bene che anche lei diffidi della realtà sua, di questa che lei oggi respira e tocca in sè, perché - come quella di jeri - è destinata a scoprirlesi illusione domani. Il capocomico (rivolgendosi a prenderla in riso) Ah, benissimo! E dica per giunta che lei, con codesta commedia che viene a rappresentarmi qua, è più vero e reale di me! Il padre (con la massima serietà) Il capocomico Il padre Il capocomico Il padre Ma si sa che può cangiare, sfido! Cangia continuamente, come quella di tutti! La figliastra [...] Nel giardino, appena mi vedeva, correva a prendermi per mano. I fiori grandi non li vedeva; andava a scoprire invece tutti quei "pittoli pittoli" e me li voleva mostrare, facendo una festa, una festa! Per leggere tutta l'opera: CLICK
postato da: francesca78 alle ore 14:36 | Permalink | commenti (1) unica perla del libro (foto trovata su flickr)
- L'eleganza del riccio, Muriel Barbery -
postato da: francesca78 alle ore 15:17 | Permalink | commenti (1)
Quest'estate c'era chi si leggeva un libro di Fabio Volo in conseguenza al fatto di avermi conosciuta. L'unico libro di Volo che io, in realtà, non avevo letto e il primo, invece, per lui. Casualità che si incrociano. Una firma su msn che riportava una frase del libro è stata una pulce nell'orecchio della mia curiosità.
postato da: francesca78 alle ore 15:09 | Permalink | commenti (1)
Tra settembre e ottobre la mia fame di lettura è stata scissa in tre libri, che venivano letti ad intervalli irregolari e a singhiozzo. "Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione." { Fightclub }
"La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. [...] Se vuoi essere felice, se vuoi essere libero, impara ad amare. Ad amare, e a lasciarti amare." { E' una vita che ti aspetto }
"Io dovrei separarmi dall'automiglioramento e dovrei lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso continuare a giocare sul sicuro.
Questo non è un seminario." { Fightclub } "Magari prima bisogna aprirsi, liberarsi da mille paure, da mille atteggiamenti, da mille armature. Forse bisogna anche un po' imparare a stare con le persone e non aspettarsi gli incastri perfetti." { E' una vita che ti aspetto } "Non c'è niente di statico. Tutto va a pezzi." { Fightclub } "Raccoglievo l'amore per il mondo per poterglielo donare e raccontare." { E' una vita che ti aspetto } ... e a chiedermi se la soluzione è l'incontro che "crea cose nuove. Dà vita a pensieri, riflessioni, sentimenti, azioni che appartengono solo alle due persone che si sono incontrate." { E' una vita che ti aspetto } o lo scontro con "tutto quello che nel mondo non funzionava" { Fightclub } consapevoli di non risolvere nulla ma anche che dopo nulla ha più importanza. Comunque sia una cosa è sicura, qualunque sia la soluzione... "Si fanno degli errori e forse l'importante è non dimenticare il resto di te stesso se solo una piccola parte di te andasse in malora." { Fightclub }
postato da: francesca78 alle ore 13:09 | Permalink | commenti (5) A volte sembra quasi che i libri ti parlino....
Frasi tratte dal libro "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo, precisamente dalle pagine che ho letto ieri sera, prima di andare a dormire, mentre cercavo di capire che cosa sta succedendo a me e alla persona con cui sto ...non lo so nemmeno io cosa... in questo periodo.
"nulla sa di nulla finché non c'è un incontro." "Ad esempio sono arrivato a capire che voler sempre controllare tutto, prevenire le sofferenze e il dolore era stata una dannazione per me, perché non mi aveva mai permesso né concesso il lusso dell'amore.""Magari prima bisogna aprirsi, liberarsi da mille paure, da mille atteggiamenti, da mille armature. Forse bisogna anche un po' imparare a stare con le persone e non aspettarsi gli incastri perfetti." "Per anni in quel vuoto ci mettevo un'altra persona. Una donna . Ripetevo che stavo con lei perchè mi completava. Perchè mi migliorava. Quel vuoto , però , con il passare del tempo mi aveva creato chiaramante una dipendenza.In quella donna riponevo la mia felicità. Quella dipendenza mi metteva paura. Paura di perderla. Si innescavano così dinamiche di disarmonia , che alteravano il mio comportamento o quello dell'altra persona, e finivamo col non vivere la nostra vita. La nostra storia frenava e dirottava i nostri destini. Anche qui ci si adattava. Quel senso di incompiutezza era come il buco nello stomaco che ti viene quando hai fame. E si sa che quando hai fame mangi ciò che trovi. Anche se non è il tuo piatto preferito. Ma del resto , l'obiettivo non è gustare o deliziare il cuore , ma riempire lo stomaco. Chiudere il buco." "La verità vera è che mi piaceva stare con lei, ma mi piaceva ancora di più l'idea di non essere più solo. Sapevo che non era lei, ma volevo stare con lei."
postato da: francesca78 alle ore 11:42 | Permalink | commenti (1)
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