"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono." { Fabio Volo, Un posto nel mondo }
"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo." {dal film: Tre metri sopra il cielo }
"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }
"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }
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ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
L'attentato di Kabul, oltre alle dieci vittime italiane, di cui sei morti, ha fatto dieci morti fra i civili e altri cinquantacinque feriti.
Abdul, un bellissimo ragazzo dai capelli ricci, ha perso un braccio in un attacco suicida dei talebani a Grishk. "La presenza delle truppe straniere non ci aiuta. Anzi, ci mette tutti in pericolo. L'attentato suicida nel quale sono rimasto ferito non sarebbe avvenuto se nel mio villaggio non ci fossero stati i soldati stranieri".
{ da un articolo di Peacereporter }
di Sere Nere
che non c'è tempo
non c'è spazio
e mai nessuno capirà.
[...] Ho combattuto il silenzio
urlandogli addosso
{ Sere Nere, Tiziano Ferro }
Non è facile quando il mondo affettivo intorno a te cambia, riassestando le proprie priorità affettive e tu invece rimani con loro come unico riferimento. Si creano scompensi. Le nuove persone che arrivano nella vita degli altri spostano equilibri che a volte si dimostrano fragili e fanno fuoriuscire debolezze che fino a poco prima si riusciva a mascherare. Esce fuori tutta la mia gelosia e tutto il mio bisogno d'amore... in senso lato, compreso quello degli amici, soprattutto quelli speciali, quelli con cui hai condiviso momenti importanti della tua vita, quelli che senti empaticamente simili a te e che ami anche per quelle piccole diversità { perché in amore, lo so, l'ho sempre saputo, ami anche i difetti dopo un po'. Ti fan sorridere anche se una parte di te li vorrebbe estirpare }. Quelli che consideri il tuo personale punto di riferimento e per cui eri il loro personale punto di riferimento finché non è arrivato altro amore.
Quando la diade si allarga è sempre un casino! Anche perché non è che tutti coloro che fanno parte del mondo dell'altra persona ti possano andare a genio { e reciproco } e a volte mi domando se la soluzione sia fare "buon viso a cattivo gioco" o "sparare a zero". Perché tanto, come fai fai, sbagli! Anche se non spari a zero e se la persona non ti sta nemmeno sul cazzo, ma semplicemente dici la tua tanto per chiacchierare.
La cosa che mi fa male è che non ce l'ho la soluzione, perché se il mio affetto diventa un coltello rivolto contro di me, io non ho via di scampo. Perché se io non ho trovato ancora nessuno più importante del mio punto di riferimento, e quindi subisco il fatto di sentirmi messa in secondo piano... forse sono io ad essere sbagliata?
Boh, non ci capisco davvero niente, so soltanto che sono stanca, sono ferita e non ho neanche chiaro di chi sia la colpa.
... a chi è là sotto le macerie.
Sono giorni che non penso ad altro. Sono giorni che vorrei partire ed andare là e mi sento impotente perché non potrei fare nulla per loro. Che l'unica cosa che ho fatto finora è uno stupido sms al 48580.
Ogni volta che vedo quelle immagini mi ritrovo a piangere senza assolutamente poter gestire la cosa. Le parole dei giornalisti nemmeno le sento. Mi dicono che a volte siano state sbagliate, esagerate, pompate. Ma io sono così presa dalle immagini da non rendermi conto di niente. E' come se fossi lì.
"Tu vedi gli altri che ti sorpassano, perché li vedi dal punto di vista soggettivo della tua velocità, ma dove vanno?"
... e avrei bisogno di una pausa. Forse anche da me. Di sicuro dal mondo, o almeno un filtro. E infatti oggi ho fatto un primo passo: non ho acceso il cellulare. Che tanto chi davvero conta se vuole farsi sentire sa come fare. E poi la domenica è lenta per tutti, ognuno al suo relax e allora me lo sono concessa anche io. Ma non sto bene, è inutile dirsi palle. "Come stai?" "Abbastanza bene, grazie." è la palla che ripeto più spesso in questo periodo... "bene un par di palle" invece... se anche il sabato sera al Camilo non riesco a saltare a suon di musica c'è davvero qualcosa che non va.
Ancora non mi capacito di come possa essere sbiancata soltanto sentendo il nome di quella città dalla bocca di un emerito sconosciuto che però sapeva chi ero. Ed immagino cosa potesse sapere di me... la versione rivista e corretta, nonché errata, che qualcuno mette in giro ignaro, per altro, del fatto che deve stare attento ai mezzi che usa per parlare in giro di me. Ignaro che ho letto mesi e mesi fa nei simpatici spazi dei suoi simpatici amici le simpatiche affermazioni su di me. Forse a colui sarebbe il caso di far sapere che l'ho scoperto ormai da mesi che mi ha riempito il cervello di frottole e mi ha convinta di colpe che non avevo neanche lontanamente.
E la cosa assurda è che quando ho sentito quel nome, di quel paesucolo sperduto che ancora ricordo e ho scoperto che il viso a me sconosciuto sapeva qualcosa di lui, non ho pensato a quanto questo stronzo mi abbia fatto del male, no. Ho pensato e chiesto "come sta". Che chissa se lui invece se l'è mai chiesto come sto io.
A volte davvero si dovrebbe svuotarsi come quel personaggio che oggi non mi tornava nella commedia Pirandelliana, perché purtroppo quando i Martinicca cantano "il passato è passato" hanno torto. O per lo meno hanno torto in questo singolo caso. Perché non c'è cosa più brutta dei muri e lui ne ha creato uno invalicabile togliendomi la possibilità di rivendicare le ragioni quando le ho capite e di creare un rapporto amicale o in qualche modo un suo surrogato.
Detto questo se i Martinicca saranno al "Ne pas ........" io ci andrò, se potrò ovviamente! E... cazzi suoi.
Dopo i dolori di giovedì oggi mi sono sottoposta al primo trattamento osteopatico per i problemi legati alla schiena e che mi prendono collo e gambe/ginocchia. Poi ho deciso di concedermi un pomeriggio in centro a guardare vetrine e sognare cappottini tartan, ma mi sono trattenuta dal comprare tutto quello che mi attirava e sono tornata a casa solo con due paia di orecchini semplici.
Insomma, un po' di tempo per me. Adesso sto cercando di capire se esco, con chi esco, dove vado... sul perché meglio non porsi troppe domande ^______^
E intanto chatto di film con topi alleati ai gatti contro i cani e di paranoie che non dovrei farmi rispetto alle persone con cui esco.
... non e' importante da che parte stai
non e' importante che tanto non lo sai
sei solo un pezzo della macchina
e cosi' tuo malgrado sei lupo o sei pecora!
- E' più facile dare che ricevere, vero? L'orgoglio è peccato { da "Trilogia della città di K.", Kristof }
Essere in ascolto, farmi raccontare le storie, spaccarmi per stare con le persone a cui voglio bene e che so hanno bisogno di me, sentirmi in colpa se non posso, se non ce la faccio... tutto ciò è abbastanza semplice per me.
Ma ascoltarmi, chiedere aiuto agli altri, staccarmi dagli altri per pensare a me... ultimamente è estremamente doloroso.
Non lo so se è perché il dolore degli altri mi appare più profondo, per i gesti che gli altri fanno o per via dei tempi e degli argomenti di crisi. Non so se è anche un po' il senso di potere dell'aiuto. Alla fine è bello ricevere la riconoscenza, e ora a fermarmici mi viene da pensare quanto questo influenzi la scelta. Sentirsi importante, come sentirsi utile. Certo sentirsi utile è una cosa positiva, lasciare un segno. Non per ostentare, ma perché così il nostro tempo non è buttato.
Però a volte dovrei essere umile e dire "scusa non ce la faccio", "sto male anche io", "mi aiuti? mi ascolti un po' tu?", "mi abbracci?". E far fluire le lacrime che sento in gola. Anche se le mie cose, i miei dolori, possono sembrare piccoli rispetto agli altri. Sì, forse è vero, ma è sempre il mio dolore... ed ha diritto di essere ascoltato, accudito, curato.
Buahhhh!
Stanotte sono caduta dal letto....
sì sì, avete letto proprio bene... sono caduta da letto come una bimba di 2 anni, mi sono rigirata e sbam, mi sono ritrovata per terra in compagnia del mio piumone.
Poi ho pensato, tutta dolorante, se rimanere lì per terra o alzarmi e tornare sul letto e dopo qualche minuto ho deciso per il letto. Ma che male! Cazzo! Tra l'allenamento fatto all'acqua di rose ieri e la botta stanotte, ora ho la schiena abbastanza dolorante. Sigh.