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"Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione"
{ Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }

"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo."
{dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }


Finora sono entrati
in questo caos

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domenica, 31 agosto 2008

Yesterday it's history, Tomorrow it's mystery, Today is a gift.

E' l'ultimo giorno di agosto. Sto passando un periodo di transito tra quella che ero e quella che forse sarò un giorno. Nel frattempo c'è il presente. Con la sua irrequietezza, i suoi incontri, le scoperte, i doni inattesi, e parti di me che mi soffermo a osservare a volte quasi come se fossi esterna a me stessa. Sento questo bisogno, ogni tanto, di pensare a me. Ma poi vengo distratta dai contorni o forse non lo ritengo così utile. Troppi mesi, anni, ad analizzarmi, giudicarmi, riprendermi. Con l'unico risultato di non sentirmi mai totalmente libera. Ora invece sto gustando una libertà che tende a lasciarmi sgomenta.
Forse è anche la mancanza di appigli: quasi trentanni e nessun riferimento certo. Non è semplice. E certo pensare al mio amico di infanzia che i trentanni li fa tra meno di una settimana, sposato e con una figlia bellissima di 3 anni e un altro pargoletto in arrivo, non aiuta. Ma tant'è... Posso farci poco. Settembre arriverà, che lo voglia o no. Il campionato è già iniziato, e mi tocca interessarmici per la prima volta dopo anni e anni { ma spero lo stretto necessario }, il tirocinio #1 finirà e farò un salto nel buio verso il #2 in cui forse sto riponendo troppe speranze che non vorrei veder crollare, ricomincerò la palestra, rinizieranno le uscite con i soliti amici di sempre e insomma... tutto sembrerà riprendere il ritmo accelerato tipico dell'autunno. Ma io non sarò più esattamente quella di un anno fa, travolta dall'onda di questa estate dovrò fare i conti con le novità in me.


UPGRADE { che mi fa fatica aprire un post apposta }: la giuria ha deciso che il mio personaggio kungfupandiano è... la TIGRE!
Tigre è la più forte ed audace tra i maestri di Kung Fu. Praticamente lei rappresenta tutto ciò che si può volere da un eroe: una super-realizzatrice, coraggiosa, senza paura, eroica... farebbe di tutto per una buona causa. Tutto tranne che credere in Po, ma anche i più forti si possono sbagliare, e Tigre impara che il destino, a volte, si compie in modo inatteso. { dal sito ufficiale italiano di Kung Fu Panda }

postato da: francesca78 alle ore 14:58 | Permalink | commenti (4)
categoria: cinema, emozioni, attese, disordine, me


sabato, 12 aprile 2008

Meditabondiamo

E sono il muro da riempire di sfoghi,

nervosa

nervosa di nomi
nervosa di nevrosi
nervosa di appallamenti
nervosa di essere vista come la marionetta che non sono
nervosa di parole a vuoto
nervosa di gente che non ci ha capito nulla, in un anno, di me

e ho solo voglia di saltare con un po' di ska
di urlare tutto il nervoso che ho
che sono stufa anche dei grazie
se poi devo sentirmi dire che ho rotto
solo perché scuoto

fa male



E comunque forse farebbe bene a tutti leggere un po' Goleman, così capirebbero che il nostro comportamento influisce sulle emozioni e sulla fisiologia dell’altro e quindi è necessario comportarsi in coscienza, in maniera tale da avere un effetto benefico anche a livello impercettibile su chi entra in contatto con noi. Attenzione, non sto dicendo di essere ipocriti. Dell'ipocrisia non so che farmene e non dovrebbe sapere che farsene chiunque. Sto parlando di civiltà.  E forse a questo punto farebbe comodo a tutti leggere un po'  di Scott Peck, driblando la noiosa parte spirituale e soffermandosi su cosa è civiltà: "diventare ancora più coscienti di sé, degli altri e delle organizzazioni di cui sono membri."


Tutto questo meditabondare mi ha ricordato un vecchio post... di cui riporto un pezzo

giovedì, marzo 18, 2004 h. 11:26
Parole come lame
Le parole sono a volte come piccole lame che feriscono in modo più o meno profondo, a seconda dello stato d'animo di chi le riceve. A volte ne basta una, sbagliata, dalla persona sbagliata, nel momento sbagliato, per fare un lago di sangue. E non riesci a trovare giustificazione e a farti scivolare sempre le cose sopra.

postato da: francesca78 alle ore 14:35 | Permalink | commenti
categoria: pensieri, letture, psicologia, amicizia, disordine, me


martedì, 24 luglio 2007

E mi disordino...

«L'organizzazione - il coordinamento di parti differenziate che cooperano per lo svolgimento di un'impresa - nasce dal disordine; e nel suo sviluppo dinamico riproduce una certa quantità di disordine. L'universo nasce dal calore estremo nel quale le particelle si agitano in modo turbolento fino a quando, per effetto del caso, incontrano altre particelle, con cui, grazie alle loro caratteristiche fisiche, sono in grado di interagire. Queste interazioni, queste azioni reciproche, modificano la natura primitiva delle particelle e danno origine all'organizzazione.»
{ Marocci, Abitare l’organizzazione, Edizioni Psicologia, Roma 1996, p. 139 }

«La complessità è un disordine apparente dove si ha ragione di supporre un ordine nascosto;»
{ Atlan, 1979)

postato da: francesca78 alle ore 17:52 | Permalink | commenti (1)
categoria: letture, disordine


martedì, 26 giugno 2007

Elogio al disordine

Sto gironzolando nel mio blog pvt, e ho ritrovato questo post... così ho pensato di postarlo, è comunque sempre attuale e utile come scusa per tutti i disordinati come me

Perché anche nel disordine ci può essere una sorta di perfezione: i disordinati cronici lo sanno gestire e l'hanno creato con un proprio... ordine logico che riconoscono, ma che non è facilmente spiegabile agli altri. E guai a toccare ed invadere il loro spazio ricoperto da ogni genere di oggetti: sono gelosi del proprio disordine, della disposizione "creativa" degli oggetti sparsi nella loro abitazione, e solo loro riescono a viverci, a ragionarci, a ritrovarsi e ricordarsi dove hanno lasciato documenti, pantaloni oppure le chiavi di casa.
Il vero disordinato vive "bene" la sua casa e il suo ambiente: si appropria di ogni centimetro, di ogni spazio, di ogni angolo in cui inserire un suo oggetto, come se lo spazio non gli bastasse mai. I disordinati vivono al 100% la loro "dimensione" e credono che l'ordine indichi una mancanza di fantasia e di curiosità, una carenza.

(Tratto dall'articolo La perfezione del disordine di Silvia Ranieri, pubblicato su Yourself - anno 1, n. 2, marzo 2004)

postato da: francesca78 alle ore 15:43 | Permalink | commenti (6)
categoria: letture, disordine, me