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Il mio Myspace
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"Se chiudo gli occhi non ci sei "è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }
Letture: Finora sono entrati in questo caos Archivio: oggi luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 --- 2007 --- Categorie: adsl amicizia amore attenzione attese bieffe blogday2007 canzoni cibo cinema concerto cronaca disordine dolcezza dolore emozioni fdsflickrtoys feste firenze flickr-ate foto free burma help incontri informazioni jappo letture ludicamente manie me mf microcredito e sostenibilita moda nosense palestra pensieri polis progetti proteste psicologia rabbia scelte serate serenità società solidarieta sweet teatro university viaggi-luoghi video web wishlist work world Links: Alessia { BS } Bloggerfiorentini Cinzia { Torino } Claudio F. { FI } Fabio { BS a FI } Fabrizio { FI } Gabri { FI } Giò { NA a FI } Giovanni Bogani { scrittore FI } Giulia { CT } Kousin { CT } Lisa { PT } Mad { BO } Mafalda (NA) Mattia { TV } Puccho { PG } Riccardo (PT) canta con... Terry { MI } Vulkania { CT } QR-code: |
postato da: francesca78 alle ore 12:08 | Permalink | commenti (6) «I fratelli d'Italia si son rotti le palle» { Graziano Cecchini docet }
Perché oggi al TG, invece di ammorbarci con i drammi politici e menarcela sul fatto se sia giusto o meno che il Papa vada alla Sapienza, non ci hanno fatto vedere nel dettaglio questo spettacolare evento? Che poi sinceramente mi domando che motivo c'è di arrabbiarsi tanto per questa trovata. Alla fine allora perché non arrestiamo tutti i bambini che tirano i coriandoli a carnevale? Sono davvero un problema 500mila palline a Roma? Io credo di no, considerato l'afflusso turistico. E anzi, secondo me la città non ne ha ricevuto alcun danno.... tutt'altro!
postato da: francesca78 alle ore 02:31 | Permalink | commenti (1) Rimango sempre più perplessa dal TG { nel mio caso mi riferisco al TG1, ma non so quanto gli altri differiscano }. Con questa storia di Garlasco, non solo sembra di rivivere le atmosfere di Cogne, ma sembra di sentir raccontare un romanzo giallo a puntate, anzi peggio il reality di Alberto che è nella sua stanzuccia e che "chissà se dormirà stanotte". Cose che ai fini della notizia non servono assolutamente. Tutta questa umanizzazione dei personaggi sta disumanizzando le notizie, che sono sempre più Fiction e sempre meno realtà.
postato da: francesca78 alle ore 01:27 | Permalink | commenti (7)
Dal blog di L'ATRIDE, satirico utente di Bloggerfiorentini: La Cassazione: "Il mobbing non è reato"
postato da: francesca78 alle ore 12:28 | Permalink | commenti
«Le "classi pericolose" vengono pertanto stigmatizzate come classi criminali. Le prigioni divengono cosi, nel senso vero e pieno del termine, un surrogato delle istituzioni del welfare state. E con tutta probabilità continueranno a esserlo in misura crescente man mano che l'assistenza pubblica andrà riducendosi. L'incidenza sempre più diffusa dei cosiddetti comportamenti criminali non è un ostacolo sulla via dello sviluppo di una società dei consumi pienamente realizzata e onnicomprensiva. Al contrario, è il suo naturale accompagnamento prerequisito. Questo, chiaramente, per molteplici ragioni .Ma il motivo principale sta forse nel fatto che gli estromessi - i sottoconsumatori, le cui risorse non permettono loro di soddisfare i propri desideri e non hanno pertanto alcuna possibilità di vincere con le attuali regole del gioco - sono l'incarnazione vivente dei "demoni interiori" di questa società. La loro ghettizzazione e criminalizzazione, così come le dure sofferenze che debbono patire e la crudeltà del destino che li ha colpiti, servono - metaforicamente parlando a esorcizzare questi spettri e a farli svanire. In questo modo essi diventano, per così dire, un utile canale di spurgo: le fogne in cui si riversano gli inevitabili quanto velenosi effluvi della società dei consumi, affinché le persone costrette a rimanere in gioco non debbano preoccuparsi della loro salute. Ma se questa è la causa prima dell'attuale esuberanza dell'"industria carceraria", come l'ha definita il grande criminologo norvegese Nils Christie, allora la speranza che questo processo possa essere rallentato, per non dire bloccato o invertito, in una società completamente liberalizzata e privatizzata e regolata dal mercato è - a dir poco - esile.»
postato da: francesca78 alle ore 16:23 | Permalink | commenti (4)
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