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"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo." {dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }


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venerdì, 18 aprile 2008

Paura dell'altro

"ROMA - Il suo avvocato giura che non c'era malizia in quello sguardo ma il giudice non gli crede. Il trentenne colpevole di aver guardato con troppa insistenza una viaggiatrice del treno regionale Lecco-Sondrio, è stato condannato a dieci giorni di reclusione per molestie e 40 euro di multa."
Questa la notizia.

Leggendola mi è venuto spontaneo chiedermi che sta succedendo alla gente? Sempre di più mi sto rendendo conto di come l'altro sia temuto, allontanato, additato. Al punto che anche solo uno sguardo viene visto come minaccia.
"A me dovrebbero arrestarmi una volta a settimana" penso...

Mi raccontano che un tempo i vicini di casa si conoscevano, che c'era una rete solidale per cui i problemi venivano affrontati insieme, c'era interessamento, fiducia, disponibilità.
Ora cosa è rimasto di tutto questo? I vicini non si sa nemmeno che faccia hanno, le persone che vedi tutti i giorni fanno fatica anche solo a dirti "Ciao", e se guardi troppo intensamente qualcuno c'è pure il rischio che ti arrestino...

E poi c'è chi si arrabbia quando dico che il rischio lobotomizzazione dei cervelli è sempre più alto....

postato da: francesca78 alle ore 12:08 | Permalink | commenti (6)
categoria: pensieri, cronaca, società, nosense


giovedì, 17 gennaio 2008

«I fratelli d'Italia si son rotti le palle» { Graziano Cecchini docet }

Perché oggi al TG, invece di ammorbarci con i drammi politici e menarcela sul fatto se sia giusto o meno che il Papa vada alla Sapienza, non ci hanno fatto vedere nel dettaglio questo spettacolare evento?
{ foto dal sito del Corriere della Sera }





Che poi sinceramente mi domando che motivo c'è di arrabbiarsi tanto per questa trovata. Alla fine allora perché non arrestiamo tutti i bambini che tirano i coriandoli a carnevale? Sono davvero un problema 500mila palline a Roma? Io credo di no, considerato l'afflusso turistico. E anzi, secondo me la città non ne ha ricevuto alcun danno.... tutt'altro!

postato da: francesca78 alle ore 02:31 | Permalink | commenti (1)
categoria: foto, cronaca


venerdì, 28 settembre 2007

Telegiornale o Reality Show?

Rimango sempre più perplessa dal TG { nel mio caso mi riferisco al TG1, ma non so quanto gli altri differiscano }. Con questa storia di Garlasco, non solo sembra di rivivere le atmosfere di Cogne, ma sembra di sentir raccontare un romanzo giallo a puntate, anzi peggio il reality di Alberto che è nella sua stanzuccia e che "chissà se dormirà stanotte". Cose che ai fini della notizia non servono assolutamente. Tutta questa umanizzazione dei personaggi sta disumanizzando le notizie, che sono sempre più Fiction e sempre meno realtà.

postato da: francesca78 alle ore 01:27 | Permalink | commenti (7)
categoria: cronaca


venerdì, 31 agosto 2007

Ridiamoci su...

Dal blog di L'ATRIDE, satirico utente di Bloggerfiorentini:

La Cassazione: "Il mobbing non è reato"
non perseguibili gli sfruttatori dei lavavetri

Firenze, Viale Redi - La Cassazione interviene nella polemica più trendy della settimana, smentendo il presidente della camera Fausto Bertinotti: non è possibile perseguire chi detiene il racket dei lavavetri in quanto in Italia manca una adeguata legge sul mobbing. Grazie a questo cavillo resteranno quindi in carcere i disgraziati e in impunita libertà gli sfruttatori, come impone da sempre l'art. zero della costituzione italiana. I malviventi saranno però costretti a cambiare specializzazione, con un notevole aggravio di costi dovuti all'adeguamento formativo del personale: già si stanno organizzando per chiedere lo stato di calamità naturale ed ottenere adeguati incentivi dallo Stato per la riconversione in sfruttatori della prostituzione. A tal fine il Comune di Firenze ha già riservato a tale attività numerose aree urbane facilmente raggiungibili lungo i numerosi viali cittadini. Una curiosa proposta alternativa arriva dalla vicina città di Prato, che ha il sapore dell'uovo di Colombo: per risolvere il problema fiorentino era sufficiente semplicemente abolire i semafori e sostituirli con delle efficaci rotatorie.

postato da: francesca78 alle ore 12:28 | Permalink | commenti
categoria: firenze, cronaca


mercoledì, 29 agosto 2007

Della povertà e dei lavavetri

«Le "classi pericolose" vengono pertanto stigmatizzate come classi criminali. Le prigioni divengono cosi, nel senso vero e pieno del termine, un surrogato delle istituzioni del welfare state. E con tutta probabilità continueranno a esserlo in misura crescente man mano che l'assistenza pubblica andrà riducendosi. L'incidenza sempre più diffusa dei cosiddetti comportamenti criminali non è un ostacolo sulla via dello sviluppo di una società dei consumi pienamente realizzata e onnicomprensiva. Al contrario, è il suo naturale accompagnamento prerequisito. Questo, chiaramente, per molteplici ragioni .Ma il motivo principale sta forse nel fatto che gli estromessi - i sottoconsumatori, le cui risorse non permettono loro di soddisfare i propri desideri e non hanno pertanto alcuna possibilità di vincere con le attuali regole del gioco - sono l'incarnazione vivente dei "demoni interiori" di questa società. La loro ghettizzazione e criminalizzazione, così come le dure sofferenze che debbono patire e la crudeltà del destino che li ha colpiti, servono - metaforicamente parlando a esorcizzare questi spettri e a farli svanire. In questo modo essi diventano, per così dire, un utile canale di spurgo: le fogne in cui si riversano gli inevitabili quanto velenosi effluvi della società dei consumi, affinché le persone costrette a rimanere in gioco non debbano preoccuparsi della loro salute. Ma se questa è la causa prima dell'attuale esuberanza dell'"industria carceraria", come l'ha definita il grande criminologo norvegese Nils Christie, allora la speranza che questo processo possa essere rallentato, per non dire bloccato o invertito, in una società completamente liberalizzata e privatizzata e regolata dal mercato è - a dir poco - esile.»
{ da "Il povero visto come un criminale",articolo di Zygmunt Bauman - link }

Stavo leggendo l'articolo per la mia tesi { capitolo primo: La povertà dal punto di vista sociale, economico e psicologico } ed ecco che trovo una bella argomentazione per ciò che sta avvenendo qui a Firenze. Roba da matti! Un governo rosso a cui vogliono offrire la tessera di partito leghista. Il problema, badate bene, c'è sul serio... ma non credo che la soluzione proposta sia la più valida...

postato da: francesca78 alle ore 16:23 | Permalink | commenti (4)
categoria: letture, firenze, cronaca, microcredito e sostenibilita