"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono." { Fabio Volo, Un posto nel mondo }
"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo." {dal film: Tre metri sopra il cielo }
"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }
"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }
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ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
L'attentato di Kabul, oltre alle dieci vittime italiane, di cui sei morti, ha fatto dieci morti fra i civili e altri cinquantacinque feriti.
Abdul, un bellissimo ragazzo dai capelli ricci, ha perso un braccio in un attacco suicida dei talebani a Grishk. "La presenza delle truppe straniere non ci aiuta. Anzi, ci mette tutti in pericolo. L'attentato suicida nel quale sono rimasto ferito non sarebbe avvenuto se nel mio villaggio non ci fossero stati i soldati stranieri".
{ da un articolo di Peacereporter }
Gabriele Del Grande, nato a Lucca nel 1982, si è laureato a Bologna in Studi Orientali. Oggi lavora come giornalista e scrittore. Scrive per Redattore Sociale, Peace Reporter, L'Unità e il Progetto Confini della fondazione lettera 27.
Nel 2006 fonda Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com), l'osservatorio mediatico sulle vittime dell'emigrazione. Ha seguito le rotte dei migranti in Turchia, Grecia, Cipro, Israele, Egitto, Libia, Tunisia, Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania, Mali, Senegal, Burkina Faso e Niger.
«un lavoro di documentazione fatto negli archivi della stampa internazionale; dopodiché, dal 2006 a oggi, si sono accumulati una serie di reportage frutto di vari viaggi lungo le frontiere sud dell’Europa e soprattutto si è sviluppata una rete di associazioni, di giornalisti e di informatori che, da ogni angolo della frontiera, ci segnalano le situazioni che si vengono a verificare.»
Su questi argomenti Gabriele ha scritto due libri: "Mamadou va a morire" (2007) e "Roma senza fissa dimora" (in uscita) per Infinito edizioni.
Stamani, durante la conferenzaIL RAZZISMO, STRANA MALATTIA, organizzata da Emergency in collaborazione con Peace Reporter, ho potuto sentire questo ragazzo parlare. Non lo avevo mai visto, non sapevo chi fosse, ma sono rimasta colpita dalla sua competenza e passione.... soprattutto pensando che a soli 27 anni gestisce un blog utile a tutti coloro che vogliono informarsi sulla VERITA'.
Anche stamani Gabriele ha ripetuto alcuni concetti che potete sentire in una sua intervista su Socialmentegiovani: «Lo stesso Maroni, lo scorso anno, ha chiesto l’ingresso di 170 mila lavoratori stranieri: più di cinque volte i circa 36 mila che sono arrivati, nello stesso anno, a Lampedusa.[...] Bisognerebbe capire prima che cosa è la clandestinità e come rendere possibile alle persone di fare quel viaggio in modo regolare; non sui barconi a rischio della vita, ma con il visto sul passaporto e con un comodo viaggio in aereo come facciamo noi quando andiamo a sud. Poi ci sono le questioni dei rifugiati politici: un terzo di chi arriva a Lampedusa viene riconosciuto, da apposite commissioni, come rifugiato politico (come persona cioè verso la quale ci sono degli obblighi internazionali di protezione, scritti nelle convenzioni dell’ONU ma anche – attenzione - all’articolo 10 della nostra Costituzione). »
Girando sui siti alla ricerca anche del come una persona così giovane si sia potuta avvicinare così fortemente a questa cosa in modo attivo, perché diciamocelo, non è da tutti farlo..., ho scoperto molte cose interessanti su Gabriele Del Grande. Per esempio che per 20 giorni tra il 15 dicembre 2004 e il 3 gennaio 2005 (praticamente poco più che 22enne!!!) ha deciso di vivere tra i senza dimora, a Roma. Su La radio ne parla si legge: «Gabriele ha deciso di fare questa esperienza perché è una realtà sulla quale si era affacciato già a Bologna, dove per 3 anni aveva lavorato come operatore sociale in un centro di accoglienza notturno per senza dimora. In più lo ha spinto la passione per il giornalismo. Non aveva soldi e si è portato il minimo indispensabile, cioè uno zaino con un cambio e il sacco a pelo, ma è importante dire che non era sua intenzione immedesimarsi, sarebbe stata una forzatura sterile, era piuttosto suo interesse conoscere le persone, capire cosa si prova, fare delle esperienze. A tutti ha dichiarato la sua identità, ma non tutti hanno reagito bene perché il mondo della strada è un mondo in cui regnano il sospetto e la paranoia.»
Il 19 aprile il Capo dell'autorità giudiziaria aveva concesso due mesi di sospensione, ma oggi Delara Darabi è stata uccisa.
Delara Darabi era stata condannata a morte per l'omicidio di un parente { la cugina del padre }, avvenuto nel 2003, quando aveva 17 anni. Si era inizialmente addossata la responsabilità, con l'intento di salvare dall'impiccagione il suo fidanzato maggiorenne, per poi ritrattare la confessione.
Lei ha confessato che Amir Hossein (il fidanzato) le chiese di ammettere la responsabilità del reato per proteggerlo dalla sicura esecuzione, dato che è vietato pronunciare sentenze di morte per reati commessi da minori di 18 anni. Il fidanzato sta scontando una pena di 10 anni di prigione per partecipazione all'omicidio!!!
Quella di Delara Darabi è stata la 140ma esecuzione in Iran dall'inizio dell'anno, la seconda nei confronti di una donna e la seconda nei confronti di un minorenne al momento del reato. L'Iran ha messo a morte almeno 42 minorenni dal 1990, in totale disprezzo degli obblighi internazionali che stabiliscono il divieto assoluto di mettere a morte persone per un reato commesso quando avevano meno di 18 anni.
... a chi è là sotto le macerie.
Sono giorni che non penso ad altro. Sono giorni che vorrei partire ed andare là e mi sento impotente perché non potrei fare nulla per loro. Che l'unica cosa che ho fatto finora è uno stupido sms al 48580.
Ogni volta che vedo quelle immagini mi ritrovo a piangere senza assolutamente poter gestire la cosa. Le parole dei giornalisti nemmeno le sento. Mi dicono che a volte siano state sbagliate, esagerate, pompate. Ma io sono così presa dalle immagini da non rendermi conto di niente. E' come se fossi lì.
"ROMA - Il suo avvocato giura che non c'era malizia in quello sguardo ma il giudice non gli crede. Il trentenne colpevole di aver guardato con troppa insistenza una viaggiatrice del treno regionale Lecco-Sondrio, è stato condannato a dieci giorni di reclusione per molestie e 40 euro di multa." Questa la notizia. Leggendola mi è venuto spontaneo chiedermi che sta succedendo alla gente? Sempre di più mi sto rendendo conto di come l'altro sia temuto, allontanato, additato. Al punto che anche solo uno sguardo viene visto come minaccia.
"A me dovrebbero arrestarmi una volta a settimana" penso...
Mi raccontano che un tempo i vicini di casa si conoscevano, che c'era una rete solidale per cui i problemi venivano affrontati insieme, c'era interessamento, fiducia, disponibilità.
Ora cosa è rimasto di tutto questo? I vicini non si sa nemmeno che faccia hanno, le persone che vedi tutti i giorni fanno fatica anche solo a dirti "Ciao", e se guardi troppo intensamente qualcuno c'è pure il rischio che ti arrestino...
E poi c'è chi si arrabbia quando dico che il rischio lobotomizzazione dei cervelli è sempre più alto....
Perché oggi al TG, invece di ammorbarci con i drammi politici e menarcela sul fatto se sia giusto o meno che il Papa vada alla Sapienza, non ci hanno fatto vedere nel dettaglio questo spettacolare evento?
{ foto dal sito del Corriere della Sera }
Che poi sinceramente mi domando che motivo c'è di arrabbiarsi tanto per questa trovata. Alla fine allora perché non arrestiamo tutti i bambini che tirano i coriandoli a carnevale? Sono davvero un problema 500mila palline a Roma? Io credo di no, considerato l'afflusso turistico. E anzi, secondo me la città non ne ha ricevuto alcun danno.... tutt'altro!
Rimango sempre più perplessa dal TG { nel mio caso mi riferisco al TG1, ma non so quanto gli altri differiscano }. Con questa storia di Garlasco, non solo sembra di rivivere le atmosfere di Cogne, ma sembra di sentir raccontare un romanzo giallo a puntate, anzi peggio il reality di Alberto che è nella sua stanzuccia e che "chissà se dormirà stanotte". Cose che ai fini della notizia non servono assolutamente. Tutta questa umanizzazione dei personaggi sta disumanizzando le notizie, che sono sempre più Fiction e sempre meno realtà.
Firenze, Viale Redi - La Cassazione interviene nella polemica più trendy della settimana, smentendo il presidente della camera Fausto Bertinotti: non è possibile perseguire chi detiene il racket dei lavavetri in quanto in Italia manca una adeguata legge sul mobbing. Grazie a questo cavillo resteranno quindi in carcere i disgraziati e in impunita libertà gli sfruttatori, come impone da sempre l'art. zero della costituzione italiana. I malviventi saranno però costretti a cambiare specializzazione, con un notevole aggravio di costi dovuti all'adeguamento formativo del personale: già si stanno organizzando per chiedere lo stato di calamità naturale ed ottenere adeguati incentivi dallo Stato per la riconversione in sfruttatori della prostituzione. A tal fine il Comune di Firenze ha già riservato a tale attività numerose aree urbane facilmente raggiungibili lungo i numerosi viali cittadini. Una curiosa proposta alternativa arriva dalla vicina città di Prato, che ha il sapore dell'uovo di Colombo: per risolvere il problema fiorentino era sufficiente semplicemente abolire i semafori e sostituirli con delle efficaci rotatorie.
«Le "classi pericolose" vengono pertanto stigmatizzate come classi criminali. Le prigioni divengono cosi, nel senso vero e pieno del termine, un surrogato delle istituzioni del welfare state. E con tutta probabilità continueranno a esserlo in misura crescente man mano che l'assistenza pubblica andrà riducendosi. L'incidenza sempre più diffusa dei cosiddetti comportamenti criminali non è un ostacolo sulla via dello sviluppo di una società dei consumi pienamente realizzata e onnicomprensiva. Al contrario, è il suo naturale accompagnamento prerequisito. Questo, chiaramente, per molteplici ragioni .Ma il motivo principale sta forse nel fatto che gli estromessi - i sottoconsumatori, le cui risorse non permettono loro di soddisfare i propri desideri e non hanno pertanto alcuna possibilità di vincere con le attuali regole del gioco - sono l'incarnazione vivente dei "demoni interiori" di questa società. La loro ghettizzazione e criminalizzazione, così come le dure sofferenze che debbono patire e la crudeltà del destino che li ha colpiti, servono - metaforicamente parlando a esorcizzare questi spettri e a farli svanire. In questo modo essi diventano, per così dire, un utile canale di spurgo: le fogne in cui si riversano gli inevitabili quanto velenosi effluvi della società dei consumi, affinché le persone costrette a rimanere in gioco non debbano preoccuparsi della loro salute. Ma se questa è la causa prima dell'attuale esuberanza dell'"industria carceraria", come l'ha definita il grande criminologo norvegese Nils Christie, allora la speranza che questo processo possa essere rallentato, per non dire bloccato o invertito, in una società completamente liberalizzata e privatizzata e regolata dal mercato è - a dir poco - esile.»
{ da "Il povero visto come un criminale",articolo di Zygmunt Bauman - link }
Stavo leggendo l'articolo per la mia tesi { capitolo primo: La povertà dal punto di vista sociale, economico e psicologico } ed ecco che trovo una bella argomentazione per ciò che sta avvenendo qui a Firenze. Roba da matti! Un governo rosso a cui vogliono offrire la tessera di partito leghista. Il problema, badate bene, c'è sul serio... ma non credo che la soluzione proposta sia la più valida...