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"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo." {dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }


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Finora sono entrati
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lunedì, 14 luglio 2008

Just singing ROCK in the rain

Prendere le chiavi al bar ed entrare in quella casa, dopo tutti questi mesi, mi ha fatto un effetto strano. Come se stessi entrando a casa mia.
Stessa camera, sistemiamo e via a fare la spesa. Pronti a pranzare con gnocchi ai 4 formaggi e noce moscata + piadine a fantasia del mangiatore.

Pranzo

Il pomeriggio scorre tra sguardi perplessi per personaggi dai modi e gli stili improponibili, di cui riusciamo a liberarci fin troppo tardi.
Ci prepariamo all'evento. Ed eccoci pronti per strada, con le nostre cartine dei bus, a contare fermate ad alta voce. Birra che cade dalla mano addormentata di un bodyguard distratto. Arriviamo a destinazione giusto in tempo per beccarci il diluvio.

11/07/08 - Only the brave

I messaggi hanno portato il vero effetto sperato, l'invidia ha avuto la meglio sul perbenismo... Ma stasera non ci ferma nessuno. La voglia di Rock è più forte. E finito l'acquazzone grosso e la birra in vetro, varchiamo la zona concerti e prendiamo postazione.

11/07/08 - Non ci ferma nulla

Punkreas, Wire e Sex Pistols si susseguono sul palco. Al momento dei Sex Pistols siamo mare... siamo mare e come onda ci muoviamo avanti e indietro.

 

 

Rischiando seriamente di ritrovarci in terra, se non fosse per due dolci angeli custodi che da lontano ci proteggono mentre Ga' è sotto il palco nel pogo totale. I segni del suo pogo li vedremo dopo: maglia slabbrata e umida, lividi e pedate ovunque.
Un taxi economicissimo ci porta a casa, dove ci accoglie la doccia gigante e bollente che io adoro.

Il giorno dopo io e la Giò riusciamo nell'intento di svegliarci ad un orario decente e, dopo una colazione a base di caffelatte alla cannella e biscotti con la nutella sopra, ci avviamo



per incontrare amici sparsi per Torino: Cinzia al negozio Pinkneko, Graziana e Ico al Parco del Valentino, con annesso giro nel borgo medievale in cui si svolgeva una mostra sulla cina. Dopo pranzo l'idea era di partire presto alla volta del concerto, dopo essersi riposati tutti un'oretta. Ma giunta l'ora, ecco che il diluvio ricomincia. Aspettiamo inquieti e tristi il termine del secondo diluvio e anche grazie al nostro personale uomo del meteo decidiamo di partire. Arriviamo in tempo per i Massimo Volume. Il concerto inizia e siamo felici di essere lì, soprattutto per Ga' che ci teneva davvero molto a questo concerto.

...la pioggia ci aveva perseguitato per tutto il viaggio...

{ La città morta - Massimo Volume }

Rain

Ed è così che ci è toccato ascoltare 3/4 del concerto di Patti Smith sotto il corner dell'MTV mobile, tra chi festeggiava il compleanno, chi faceva il grullo per passare il tempo, tra occhi da cane bastonato ed sms assurdi, finché non ha spiovuto e abbiamo deciso di provare ad avvicinarci, atto che ci è costato l'inzuppamento totale delle scarpe, dato che ormai si era creato un vero e proprio fiume....

 

 

Sugli Afterhours invece ha avuto la meglio la fame e i "pesci" nelle scarpe, per cui dopo un panino al baracchino, grazie a bus+taxi siamo tornati al nostro B&B e di nuovo alla nostra doccia calda.

 


Lasciare questa casa mi fa piangere il cuore, il calore delle stanze mi culla e mi trattiene, è difficile distaccarsene, lo faccio a malincuore girando e rigirando nelle stanze alla ricerca di rimasugli di me. Intanto il guestbook viene riempito e un po' di post-it vengono lasciati in giro a sottolineare pesantemente il nostro passaggio. Ci avviamo verso il centro, alla FNAC per fare incetta chi di dischi chi di libri. "Torino è casa mia" di Culicchia, che avevo iniziato a leggere a voce alta nella casa dove ce n'era una copia a disposizione degli ospiti, diventa il libro simbolo di questo viaggio. Acquisto doppio, mio e di Giò. Di fronte poi ci aspetta H&M con i saldi ed io non riesco a negarmi un giro e ne esco con una camicia estiva con spalle scoperte bianca con piccoli pois. Finalmente si pranza e dopo un salto veloce alla Mole, siamo pronti a salutare Torino! Ognuno si immerge nella sua musica, e nei suoi libri per riempire le ore del ritorno.




Per non perdere i riferimenti:

postato da: francesca78 alle ore 02:37 | Permalink | commenti (8)
categoria: foto, amicizia, incontri, emozioni, concerto, viaggi-luoghi


venerdì, 04 luglio 2008

"Quanti libri nell'acqua per non affogare"

La musica è sacra, va ascoltata in silenzio.
Mi isolo dal brusio di sottofondo di bollettini di vita che già so o è come se sapessi.
Concedo disattenta qualche battuta tra un pezzo e l'altro. Esterna e stanca.
Driblo tra pezzi di me che mi stanno stretti alla ricerca di quel suono di chitarra acustica e di quella voce dolce.

Tu da me non avrai che l'assenza
quello che ti resta e' la distanza
la distanza


E che senso ha costruire ponti con la sinistra e tirare bombecarta con la destra che colpiscono indirettamente me, colpendo chi mi circonda? Che senso ha giudicare chi non sai solo perché vive diverso da te?

siamo lontani
lontani

E lo sento che non c'è più la voglia ma manca il coraggio per ammetterlo. Si preferisce colmare i vuoti con racconti di giornate che probabilmente nessuno in realtà ascolta più.

Vuoti a rendere o vuoti a perdere? [X]

postato da: francesca78 alle ore 02:19 | Permalink | commenti (1)
categoria: pensieri, canzoni, amicizia


domenica, 29 giugno 2008

Ingorgo sonoro



[ Ho un ingorgo di pensieri da riordinare... ci provo... ]

L'agitazione e l'irriquietezza che mi ha accompagnato tutto il giorno,
l'odio per i sorpassi azzardati e per tutto ciò con 2 ruote su strada,
"presto che è tardi" come il bianconiglio...
verso la nostra Wonderland.
Le balle di fieno alla mia sinistra.
Un incontro che poteva essere migliore ed uno che poteva { doveva } non esserci.
Le ficattole di "Non ci resta che friggere", i banchetti dove provarsi cappelli ed anelli.
E poi, soprattutto, tanta tanta tanta musica e tanta tanta tanta gente.
Che mi ci perdo a guardare i vestiti, i volti, le coppie stranamente assortite, soprattutto quelle di una certa età { i "locali" che per la disperazione di non riuscire a dormire questa notte scendono a vedere che cosa succede, e le signore si mettono le magliette con le paillettes perché fanno soirée }.
Che mi ci perdo a ballare come una cretina pezzi che conosco e che non conosco.
Che non ci posso stare seduta sul prato, manco si fosse alle Cascine, che ci siamo fatti un'ora di macchina per arrivare qui.
Che non ci posso stare con quegli occhi puntati addosso pronti a fare il taglia e cuci su gente { noi } che non hanno nemmeno voluto conoscere { ma tanto c'avete solo le rotonde, fatte apposta per non farci entrare }.
Che non ci posso stare ferma.Che non voglio essere quieta, pacata, sobria... che voglio ridere, vivere, far casino, essere quella che non ero quindici anni fa, recuperare tutta quella gioiosità, quel "menefreghismo da contorno" che non mi ha accompagnata nella mia adolescenza.
... E poi c'è "Colazione da Spiffery", che per trovarlo ci abbiamo messo mezz'ora, ma vuoi mettere, alle 3.40 di notte, brioche e cappuccio, con gli occhiali da sole?
E poi si torna, come all'andata, ascoltando Battiato, e si arriva ad una macchina { che dovrebbe essere la mia } che ci accoglie con delle luci blu che non si capisce cosa sono finché non ci avviciniamo, un po' perplessi un po' sopresi un po' impauriti. Ed ecco come una notte da non dimenticare termina con un piccolo dono per noi, tante calamitine con led blu che si accendono e spengono ad intermittenza. E mentre torniamo verso casa, con il led che ci illumina, vediamo l'alba.
Ed è il modo più bello per finire questi 10 giorni di casa libera: tornare alle 5 di mattina e mentre il mondo si sveglia dirgli " B u o n a n o t t e ! "

non aprite agli ospiti un po' scomodi. [...]
Badate,
i ragazzi sono, i ragazzi sono,
i ragazzi sono, i ragazzi sono,
i ragazzi sono, i ragazzi sono in giro!
i ragazzi sono, i ragazzi sono,
i ragazzi sono, in giro!
{ I ragazzi sono in giro, Ligabue }

La notte è più bella
si vive meglio
per chi fino alle cinque
non conosce sbadiglio [...]
Parlare in una macchina davanti a un portone
ed alle quattro e mezzo fare colazione
con i cornetti caldi e il caffelatte
e quando sorge il sole dire buonanotte!
{ Gente della notte, Jovanotti }

postato da: francesca78 alle ore 14:16 | Permalink | commenti (1)
categoria: serate, amicizia, feste, concerto


giovedì, 29 maggio 2008

Buon Compleanno ♥angelGIÖ♥

Io e la Giò Lo so, non  è stato un anno facile. E so anche che non ti interessa di sentirti dire che "sei forte", ma lo sei. E stai crescendo, senza perdere però i tuoi occhioni verde di bambina curiosa del mondo. Verde come il colore che adori di più al mondo.
E quest'anno sarà strano, lo so, ma sarà anche bello, so anche questo, lo sento.
Ora vado a comprarti il Campari Bitter per l'aperitivo, che non so bene cosa dire qui, anche perché ti ho detto molte cose ieri.
Auguri pata, Ti voglio bene.

"Ma i legami tra gli esseri umani non si possono stringere come nastri. Si può solo camminare mano nella mano. Non farti serrare in un nodo soffocante."
{ Nana collection #13; fine cap. 48 }

postato da: francesca78 alle ore 11:35 | Permalink | commenti (2)
categoria: foto, amicizia, video


lunedì, 28 aprile 2008

ma quanto è bello andare in giro...

ChiantiWeek end di viaggi. Di chilometri in autostrada, entrando alla giusta velocità, e ricordarsi di chi si arrabbiava sempre che entravo piano. A forza di urlarmi a qualcosa è servito!
E perdersi per strada, che per me è un classico, girare mezzo Chianti per il 25 aprile. Alla ricerca di Panzano. E trovarla! Panzano medioevale, tutta salite e discese. Panzano e i panzanesi "senza panza" "da non confondersi con la panzanella". E la corona di fiori in testa come delle vere principesse. Io e te, che ci doniamo tempo e ci prendiamo cura l'una dell'altra e rinforziamo il legame di amicizia giorno per giorno tra litigate e abbracci, confrontandoci e tirando fuori la parte più intima e vera { e a volte la più bambina e "stupida" } di noi.
Tornare a casa, mangiare insieme una frittata di zucchine, tornare a casa e preparare la borsa per l'avventura di domani.

Svegliarsi il sabato mattina alle 08.00. Alle 09.00 son sotto casa della Giò. Siamo solo noi due e ce ne dispiace, non per noi ma per chi starebbe meglio in vacanza piuttosto che... Comunque si parte, niente e nessuno deve sciuparci questi giorni di mare. Ne abbiamo bisogno entrambe, la Giò per via del legame profondo con l'acqua ed io per staccare da tutte le difficoltà di questo periodo, rilassarmi, sorridere. Che devo sorridere sempre.
In costume il 26 aprile, se ci penso non ci credo nemmeno! Peccato per il vento! Decidiamo di approfittarne per trovare dove dormire. La pensione Giuly fa al caso nostro, peccato che ci sono solo due singole, ma il posto è carino e poi così all'avventura non è facile trovare. Le prendiamo e torniamo in spiaggia. Aspettiamo speranzose il tramonto che non arriva, il freddo invece, quello sì. Torniamo in albergo. Doccia e via a mangiare una pizza. Poi quattro passi a Viareggio, in passeggiata, nel negozio di dvd che ormai è una tappa classica per me. 
Dormiamo, in camere diverse, con la stessa sensazione di una presenza. Sveglia alle 08.30. Ci aspetta un altro giorno di sole. Niente nuvole, si sta davvero bene. E pian piano scorre il tempo, tra le letture, un po' di musica, le strupidate che dico... sono le 17.00 e si parte!
Purtroppo il fine settimana è finito... non si potrebbe fare un bel pontone unico?

postato da: francesca78 alle ore 12:46 | Permalink | commenti (2)
categoria: foto, amicizia, serenità, viaggi-luoghi


domenica, 20 aprile 2008

a te che lotti sempre contro il muro

 

postato da: francesca78 alle ore 16:24 | Permalink | commenti (1)
categoria: pensieri, canzoni, amicizia, video


sabato, 12 aprile 2008

Meditabondiamo

E sono il muro da riempire di sfoghi,

nervosa

nervosa di nomi
nervosa di nevrosi
nervosa di appallamenti
nervosa di essere vista come la marionetta che non sono
nervosa di parole a vuoto
nervosa di gente che non ci ha capito nulla, in un anno, di me

e ho solo voglia di saltare con un po' di ska
di urlare tutto il nervoso che ho
che sono stufa anche dei grazie
se poi devo sentirmi dire che ho rotto
solo perché scuoto

fa male



E comunque forse farebbe bene a tutti leggere un po' Goleman, così capirebbero che il nostro comportamento influisce sulle emozioni e sulla fisiologia dell’altro e quindi è necessario comportarsi in coscienza, in maniera tale da avere un effetto benefico anche a livello impercettibile su chi entra in contatto con noi. Attenzione, non sto dicendo di essere ipocriti. Dell'ipocrisia non so che farmene e non dovrebbe sapere che farsene chiunque. Sto parlando di civiltà.  E forse a questo punto farebbe comodo a tutti leggere un po'  di Scott Peck, driblando la noiosa parte spirituale e soffermandosi su cosa è civiltà: "diventare ancora più coscienti di sé, degli altri e delle organizzazioni di cui sono membri."


Tutto questo meditabondare mi ha ricordato un vecchio post... di cui riporto un pezzo

giovedì, marzo 18, 2004 h. 11:26
Parole come lame
Le parole sono a volte come piccole lame che feriscono in modo più o meno profondo, a seconda dello stato d'animo di chi le riceve. A volte ne basta una, sbagliata, dalla persona sbagliata, nel momento sbagliato, per fare un lago di sangue. E non riesci a trovare giustificazione e a farti scivolare sempre le cose sopra.

postato da: francesca78 alle ore 14:35 | Permalink | commenti
categoria: pensieri, letture, psicologia, amicizia, disordine, me


giovedì, 27 marzo 2008

Tra ordine e caos { + caos, come sempre! }

Oggi sono un po' abbacchiata... mi sono svegliata con la sensazione di mancanza. Mi manca una carezza sul viso quando ancora sono in mezzo al sonno.

Poi ho deciso di mettere ordine, e non mi piace, per cui l'umore ne risente. Anche se la scatola di Winnie the Pooh dove ho messo un po' di roba per creare è allegra e dolce, così come quella rossa a cuori che ora è piena di collane e bracciali. Ho un po' rivoluzionato il sottoletto e lo stanzino, ma mi è avanzato il busto in legno.

Ieri sera ho iniziato a cercare il materiale per la mia ricerca di tirocinio. Sto cominciando a restringere il campo, sembra, però non so quanto riuscirò nell'intento. Mi sento un po' abbandonata a me stessa a volte e non è una cosa che mi piaccia molto. Sono più adatta a lavorare in gruppo e questo vuoto a volte mi pesa.
Comunque vado avanti, anche grazie alla compagnia saltuaria di un ex collega di studi.
Vorrei prendermi una giornata per me, ma non saprei nemmeno per cosa. Come usarla... e poi ho la testa che sta iniziando a frullare alla ricerca dell'idea geniale. Non leggere, scrivere... mi ripete il mio ex collega di studi, ma mi sembra così complicato! Ho sei mesi davanti e mi sembrano tanti, e mi sembrano pochi. Voglio sfruttarli al meglio, voglio imparare. Se ci riuscirò mi sentirò un genio.

Per il resto... mi sto preparando psicologicamente al valzer di matrimoni 2008. Sabato si aprono le danze. Ci sarà il mondo a questo matrimonio, a quel che ho capito. Dovrò fare dribbling tra chi avrò piacere di rivedere e chi no, ma ne vale la pena: la sposa ora vive in Guatemala dove ha trovato la sua strada. E' bello vederla così felice. Si vede che è soddisfatta. Sarà un momento emozionante. Stasera vado anche ad imparare i canti, mezzi guatemaltechi mi è stato detto... chissà che viene fuori!

postato da: francesca78 alle ore 12:01 | Permalink | commenti (2)
categoria: amore, amicizia, feste, university, me


domenica, 16 marzo 2008

cammino

Una volta c'era l'amore. Poi la sofferenza. A cui è seguito il risentimento. Per cose lette. Adesso un silenzioso vuoto. Non c'è più quasi un termine di paragone, un'idea di mancanza, nulla. Eppure non li voglio perdere i ricordi. Non ho mai voluto e mai vorrò. E allora cerco nella memoria quel cerchietto rosso, quel primo sorriso timido. E' un ricordo che mi piace. Voglio ricordare perché non riesco, anche se meriterebbe, a schifarmi del tutto, non riesco a non stimare del tutto. Voglio ricordare per me. Per essere sempre consapevole del percorso che ho fatto, per essere sempre consapevole di quanto sono forte. "Sei più forte di quello che credi", già. Forte e malinconica. Ma non di qualcosa che era e non è più, no... perché ringrazio il cielo di non avere risposto "va bene" ad un sms che mi chiedeva di riprovare.  Per fortuna avevo ed ho un minimo di orgoglio, anche se non vedevo l'opportunismo che poi è stato urlato ai 4 venti internettiani e quindi ho scoperto. Beh, forse un po' di schifo ce l'ho... eppure a volte vorrei potergli raccontare quel che è accaduto poi. Perché prima di amore era amicizia. Era, fu, non sarà. Triste.
"E' un antidolorifico magnifico" mi suona in testa. E mentre Jovanotti racconta della polvere che si deposita dentro ai tuoi jeans preferiti e di un chicco di sale di una tua lacrima evaporata, io penso al mio antidolorifico.
Al primo bacio, dopo di lui, sul mio motorino.
Ai racconti dei baci durante gli aperitivi tra amiche.
Agli amici che ho conosciuto. Alle serate organizzate.
A quella sera con uno shot di troppo e con troppo bisogno di essere considerata.
Giovanni Bogani - Amore a ore - 1.13Alle lucciole, a quello scivolo, al mistero, a quelle mani che contavano il 90%. A come le mani non ci siano state più, così, da un momento all'altro.
Ad un incontro che sembrava destino. Alla luna quella sera. A come le persone hanno paura di condividere.
Alle cantonate che ho beccato, a tutti quelli che "tiro l'amo ma non pesco".
Ai pezzi di schiacciata mangiati a ufo. Dottoressa! ^____^
Agli abbracci dei miei amici. A certi sms.
Al mio completo rosso comprato all'outlet per la mia tesi. Alla persona con cui l'ho comprato che c'era, c'è e penso ci sarà, anche se singhiozzante.
Ai traslochi. Soprattutto uno.
Ancora colore....Al mio muro arancione e la voglia di cambiamento che grida. 
Al tirocinio che è appena iniziato. Alla sensazione di inadeguatezza iniziale.
Ai miei occhi malinconici che è come se gridassero il bisogno di amore che ho.
A me che me lo meriterei tutto questo amore.

postato da: francesca78 alle ore 18:04 | Permalink | commenti (2)
categoria: amore, foto, amicizia, me


giovedì, 14 febbraio 2008

Festa dell'amicizia { finlandese }

E mentre tutti gli innamorati corrotti dal bombardamento pubblicitario festeggiano san valentino regalando i loro soldi a ristoranti, negozi e venditori online, io scopro che oggi in Finlandia festeggiano l'AMICIZIA.
Sono ben contenta di festeggiarla anche io l'amicizia, con i finlandesi... che tanto fa freddo pure a Firenze .
In quest'ultimo periodo ho avuto modo di rendermi conto  che si sta creando intorno a me un nuovo nucleo duro di amicizie a cui tengo veramente tanto!
Essere coinvolta nella vita degli altri, sia quando le cose vanno loro bene che quando vanno male, come mi sta succedendo in questo periodo, mi ha aiutata a capire che anche se a livello energetico è stancante e talvolta mi esaurisce un po', ad un altro livello { livello a cui non so dare un nome } è davvero una cosa che mi rende felice! Perché se queste persone mi cercano, vuol dire che sanno di poter contare su di me: siamo arrivati ad un livello di fiducia ed amicizia reciproca che è cresciuto nel corso del tempo. La cosa bella è che anche io so di poter contare su di loro, e anche io sono arrivata a questa consapevolezza piano piano, nel corso dei mesi.
Ecco una cosa importante, di cui mi sto convincendo sempre di più: l'amicizia è un sentimento graduale e partecipato. Non si può pretendere, né imporre dal nulla e subito in toto. Le persone di cui fin'ora ho parlato le conosco da diversi mesi, alcune da più di un anno. Con alcuni di loro inizialmente non ci si poteva proprio vedere, altri non mi capivano, altri ancora ero io a non capirli, mi sembravano dei folli completi. Insomma, non è che ci siamo visti ed è stato amicizia subito! Però è scattato qualcosa nel corso del tempo, un qualcosa di speciale, che con altri che ho conosciuto in questo anno non è scattato.
Ora vorrei soffermarmi su due lati di me:
1. il primo è che in genere se c'è qualche cosa che mi fa star male, si capisce, anche se mi conosci poco { sono terribilmente trasparente }. Devo fare una estrema fatica per non far capire che magari quel giorno ho la luna storta. E non faccio difficoltà a parlare del perché ho la luna storta anche se ti conosco da poco, visto che....
2. ho il terribile difetto di dare confidenza inizialmente a tutti, senza una accurata selezione iniziale. Per cui a volte mi ritrovo intrappolata in legami non voluti.
Di fatto, mi piace l'idea di avere diverse persone con cui uscire una tantum { in cui "una tantum" può variare da una volta al mese a una volta ogni tre mesi, per fare una serata diversa, qualcosa che è tanto che non faccio per esempio } e mi piace anche chattare con la gente, se hanno qualcosa di interessante da dirmi { odio terribilmente le chat tipo "ciao" - "ciao" - "come va?" - "tutto ok, te?" - "anche io" e si cade nel silenzio }. E' per questo che oltre al mio nucleo forte di nuovi Amici, posso annoverare diverse conoscenze interessanti che in alcuni casi possono potenzialmente scaturire in amicizie, con il tempo. E' per lo stesso motivo, però, e per colpa dei punti 1 e 2 che posso anche annoverare qualche errore di percorso.

Per fortuna la nuova "cricca" ha tirato fuori lati di me che prima erano sotto le ceneri e che, pur non piacendo a molte persone dal facile giudizio, a me personalmente non dispiacciono affatto.
In quest'anno mi sembra di aver fatto dei passi da gigante, è anche vero che poi ci sono stati dei retromarcia terrificanti, ma insomma, per lo meno non sono stata ferma lì senza farmi domande e guardandomi l'ombelico come invece molti fanno di fronte alle difficoltà e alle critiche.
Bene, volevo augurare una buona festa dell'amicizia ed invece mi sono ritrovata a fare analisi ed autoanalisi. Va bene anche così.
Ora ci potrebbe stare una lista della spesa delle persone a cui voglio bene davvero, ma tanto lo sanno già.



Upgrade: leggo nel libro di Fabio Volo, "Un giorno in più", una frase che sento molto mia...

Ci sono persone che non  frequento per come mi fanno sentire ogni volta che le rivedo. E' come se mi rubassero energia: mi consumano.

postato da: francesca78 alle ore 16:54 | Permalink | commenti (6)
categoria: pensieri, amicizia