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"Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione"
{ Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }

"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo."
{dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }


Finora sono entrati
in questo caos

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giovedì, 19 marzo 2009

Ma se l'amore non torna presto chi mi salverà

Galoche vs GalocheAbbi cura di te, io lo dico
a me stessa

davanti allo specchio c'è
un'altra promessa

Sguardo furbo di strada da fare ancora ce
n'è, avrò cura di me


avrò cura di me, del mio
lato migliore

Lightda quando per luna mi
basta un lampione

di strada da fare ancora
ce n'è
avrò cura di me.
Una rosa di carta
Ma se l'amore non torna
presto chi mi salverà
da questo andare a letto
presto che ancora m'imprigiona.

{ Abbi cura di te, Arisa }

postato da: francesca78 alle ore 19:01 | Permalink | commenti
categoria: canzoni, foto


mercoledì, 11 marzo 2009

La linea d'ombra - Jovanotti

La linea d'ombra - la nebbia che io vedo a me davanti - per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo - mi offrono un incarico di responsabilità - portare questa nave verso una rotta che nessuno sa - è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria - ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto - mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome - il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione -  nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione  - per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone -  è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione - senza preoccupazione - soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante - mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante - il pensiero della responsabilità si è fatto grosso - è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato - saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto - di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura - cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? - La faccia di mio padre prende forma sullo specchio -  lui giovane io vecchio - le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" - arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione - e adesso è questo giorno di monsone -  col vento che non ha una direzione -  guardando il cielo un senso di oppressione - ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà - che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto - e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera - ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare  - mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo - l'astrologia che mi racconta il cielo - galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità - non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare - portato questo carico importante a destinazione - dove sarò al riparo dal prossimo monsone.

Mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire, getterò i bagagli in mare, studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione. "
Bologna - Piazza Maggiore

postato da: francesca78 alle ore 23:36 | Permalink | commenti (1)
categoria: canzoni, foto, emozioni, paura, me , work world


mercoledì, 11 marzo 2009

What can I do for myself?

La strada si fa sempre più irta, difficoltosa e piena di bivi. E io non riesco a vedere se alla fine mi aspettano le nuvole di un temporale o il rosa di un'alba. Sono sempre più dubbiosa e insicura man mano che si avvicina il giorno della fine di questa avventura. E la paura che provavo dopo la laurea mi sembra nulla in confronto. Adesso ho da affrontare non solo la ricerca del lavoro, ma la ricerca del lavoro in un momento storico in cui il lavoro non c'è. E non solo l'esame di stato, ma l'esame di stato non si sa in quale parte d'Italia perché dove vai vai sembra che ci siano ostacoli insormontabili dovute a quello o a quell'altro motivo.
Infine devo affrontare il fatto che davvero si cresce e il voler crescere che si mischia alla difficoltà di crescere a causa della mancanza di certezze che invece a volte si vorrebbero o vorrebbero le persone vicine a te.
E mi divido tra la voglia di una fuga e quella embrionale del letargo, chiusa a uovo su me stessa.

postato da: francesca78 alle ore 00:21 | Permalink | commenti
categoria: paura


mercoledì, 04 marzo 2009

Un'opinione sui matrimoni misti (in senso lato)

Ieri sera di ritorno dalla mia serata mi sono ritrovata in cucina a sfogliare il giornale mentre mia mamma stava guardando quella presunta trasmissione d'attualità denominata "Porta a porta" che tra interventi più o meno validi tentava di argomentare il tema "Matrimoni misti". Ad un certo punto, quasi quando stavo per alzarmi sdegnata da alcuni interventi veramente insulsi, mi si è accesa una lampadina...
Adesso si parla di matrimoni misti quando uno dei due è di nazionalità italiana e l'altro extracomunitario. Si dice che la causa dei tanti problemi è una diversità culturale di fondo. E sono tutti lì pronti a dare la soluzione salvifica, tra cui quella "geniale" di impedire i suddetti matrimoni. Ma in fin dei conti, se il problema è culturale, mi viene da pensare... quando per esempio erano i calabresi a sposarsi con le friulane o i campani a sposarsi con le fiorentine, etc etc... Non parlo di calabresi, friulane, campani e lombarde dei nostri tempi, ovvio... ma di quelli che ne so... degli anni '40. Anche quelli allora potevano forse essere considerati matrimoni misti, all'epoca, data la grande diversità culturale esistente tra il nord e il sud d'Italia. Eppure i matrimoni ci sono stati e alcuni sicuramente sono resistiti nel corso degli anni. Altri di sicuro si saranno sgretolati, come è sicuramente successo, e succede, per matrimoni in cui la cultura di base è teoricamente la stessa.Vero è che è necessaria una maggior consapevolezza da parte della donna relativamente alla cultura di appartenenza della persona con cui vuol condividere questo passo. Ma forse questa consapevolezza è necessaria sempre, da qualunque parte del mondo provenga l'altra metà, fosse anche lo stesso paese e la stessa città. Unire due vite non è mai facile se lo si vuol fare nel rispetto della diversità che è insita in ognuno di noi.

postato da: francesca78 alle ore 16:43 | Permalink | commenti (7)
categoria: pensieri, polis, societÃ