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Frasi:

"Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione"
{ Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }

"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo."
{dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }


Finora sono entrati
in questo caos

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sabato, 31 gennaio 2009

Sei personaggi in cerca d'autore

 

Il capocomico 
 Ma mi facciano il piacere d'andar via, che non abbiamo tempo da perdere coi pazzi! 

Il padre (ferito e mellifluo) 
 Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d'infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere. 

Il capocomico 
 Ma che diavolo dice? 

Il padre 
 Dico che può stimarsi realmente una pazzia, sissignore, sforzarsi di fare il contrario; cioè, di crearne di verosimili, perché pajano vere. Ma mi permetta di farle osservare che, se pazzia è, questa è pur l'unica ragione del loro mestiere. 
Gli Attori si agiteranno, sdegnati. 

Il capocomico (alzandosi e squadrandolo) 
 Ah sì? Le sembra un mestiere da pazzi, il nostro? 

Il padre 
 Eh, far parer vero quello che non è; senza bisogno, signore: per giuoco... Non è loro ufficio dar vita sulla scena a personaggi fantasticati?  

[...]

Il padre 
 No, scusi, per lei dicevo, signore, che ci ha gridato di non aver tempo da perdere coi pazzi, mentre nessuno meglio di lei può sapere che la natura si serve da strumento della fantasia umana per proseguire, più alta, la sua opera di creazione. 


Il padre 
 Se si potesse prevedere tutto il male che può nascere dal bene che crediamo di fare! 


Il capocomico 
 Veniamo al fatto, veniamo al fatto, signori miei! Queste son discussioni! 

Il padre 
 Ecco, sissignore! Ma un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato.

Il padre 
 Il dramma per me è tutto qui, signore: nella coscienza che ho, che ciascuno di noi - veda - si crede "uno" ma non è vero: è "tanti", signore, "tanti", secondo tutte le possibilità d'essere che sono in noi: "uno" con questo, "uno" con quello - diversissimi! E con l'illusione, intanto, d'esser sempre "uno per tutti", e sempre "quest'uno" che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero! non è vero! Ce n'accorgiamo bene, quando in qualcuno dei nostri atti, per un caso sciaguratissimo, restiamo all'improvviso come agganciati e sospesi: ci accorgiamo, voglio dire, di non esser tutti in quell'atto, e che dunque una atroce ingiustizia sarebbe giudicarci da quello solo, tenerci agganciati e sospesi, alla gogna, per una intera esistenza, come se questa fosse assommata tutta in quell'atto!

La figliastra

 Non ci sto! non ci sto! Quello che è possibile sulla scena ve lo siete combinato insieme tutti e due, di là, grazie! Lo capisco bene! Egli vuol subito arrivare alla rappresentazione
caricando
 dei suoi travagli spirituali; ma io voglio rappresentare il mio dramma! il mio!

Il capocomico (seccato, scrollandosi fieramente)
 Oh, infine, il suo! Non c'è soltanto il suo, scusi! C'è anche quello degli altri! Quello di lui,
indicherà il Padre
 quello di sua madre! Non può stare che un personaggio venga, così, troppo avanti, e sopraffaccia gli altri, invadendo la scena. Bisogna contener tutti in un quadro armonico e rappresentare quel che è rappresentabile! Lo so bene anch'io che ciascuno ha tutta una sua vita dentro e che vorrebbe metterla fuori. Ma il difficile è appunto questo: farne venir fuori quel tanto che è necessario, in rapporto con gli altri; e pure in quel poco fare intendere tutta l'altra vita che resta dentro! Ah, comodo, se ogni personaggio potesse in un bel monologo, o...senz'altro...in una conferenza venire a scodellare davanti al pubblico tutto quel che gli bolle in pentola!

Il padre (quasi in sordina, con melliflua umiltà)
 Soltanto per sapere, signore, se veramente lei com'è adesso, si vede... come vede per esempio, a distanza di tempo, quel che lei era una volta, con tutte le illusioni che allora si faceva; con tutte le cose, dentro e intorno a lei, come allora le parevano - ed erano, erano realmente per lei! - Ebbene, signore: ripensando a quelle illusioni che adesso lei non si fa più, a tutte quelle cose che ora non le "sembrano" più come per lei "erano" un tempo; non si sente mancare, non dico queste tavole di palcoscenico, ma il terreno, il terreno sotto i piedi, argomentando che ugualmente "questo" come lei ora si sente, tutta la sua realtà d'oggi così com'è, è destinata a parerle illusione domani?

Il capocomico (senza aver ben capito, nell'intontimento della speciosa argomentazione)
 Ebbene? E che vuol concludere con questo?

Il padre
 Oh, niente, signore. Farle vedere che se noi (indicherà di nuovo sè e gli altri Personaggi) oltre la illusione, non abbiamo altra realtà, è bene che anche lei diffidi della realtà sua, di questa che lei oggi respira e tocca in sè, perché - come quella di jeri - è destinata a scoprirlesi illusione domani.

Il capocomico (rivolgendosi a prenderla in riso)
 Ah, benissimo! E dica per giunta che lei, con codesta commedia che viene a rappresentarmi qua, è più vero e reale di me!

Il padre (con la massima serietà)
 Ma questo senza dubbio, signore!

Il capocomico
 Ah sì?

Il padre
 Credevo che lei lo avesse già compreso fin da principio.

Il capocomico
 Più reale di me?

Il padre
 Se la sua realtà può cangiare dall'oggi al domani...

Il capocomico
 Ma si sa che può cangiare, sfido! Cangia continuamente, come quella di tutti!

La figliastra
 [...] Nel giardino, appena mi vedeva, correva a prendermi per mano. I fiori grandi non li vedeva; andava a scoprire invece tutti quei "pittoli pittoli" e me li voleva mostrare, facendo una festa, una festa!


Per leggere tutta l'opera: CLICK

postato da: francesca78 alle ore 14:36 | Permalink | commenti (1)
categoria: letture, teatro, video


venerdì, 30 gennaio 2009

unica perla del libro (foto trovata su flickr)


Tè e manga contro caffé e giornale: l'eleganza e l'incanto contro la triste aggressività dei giochi di potere degli adulti.

- L'eleganza del riccio, Muriel Barbery -

postato da: francesca78 alle ore 15:17 | Permalink | commenti (1)
categoria: letture


domenica, 25 gennaio 2009

The Millionaire

Jamal, giovane 18enne di Bombay, partecipa alla trasmissione "Chi vuol essere milionario" in quanto unico punto di contatto possibile con Latika, conosciuta da piccolo dopo la strage di origine religiosa che colpì entrambe le madri, lasciandoli orfani. Le vite di Jamal e Latika sono destinate a perdersi e ritrovarsi numerose volte nel corso degli anni, spesso per colpa del fratello di Jamal, Salim.
Tramite l'espediente { a mio avviso geniale } delle domande che vengono poste a Jamal durante il quiz, e di cui lui dovrà giustificare la risposta dato che verrà accusato di frode dal presentatore del quiz stesso, ci viene fatta rivivere tutta la storia di Jamal dalla prima infanzia in poi, compreso l'amore per Latika e tutte le peripezie che i due dovranno affrontare.
E così pensi che quello che hai vissuto ti fa essere ciò che sei. Che ogni cosa che vivi ha un suo "perché" e che certe cose non accadono per caso, che c'è un disegno dietro, che è un po' un destino.


postato da: francesca78 alle ore 22:09 | Permalink | commenti
categoria: cinema


venerdì, 23 gennaio 2009

Noia

Preferisco lunghi e interminabili silenzi ad assurdi ragionamenti su egoismi inesistenti o al susseguirsi di racconti sterili e di lamenti che sono solo capaci di nutrirne altri.
Invece... "Si preferisce colmare i vuoti con racconti di giornate che probabilmente nessuno in realtà ascolta più". { autocit.}
Che poi tutti vomitano i propri "bollettini di guerra" ma nessuno ascolta. A parte, che c'è di interessante da sentire?
"Ci sono persone che non  frequento per come mi fanno sentire ogni volta che le rivedo. E' come se mi rubassero energia: mi consumano."
{ Fabio Volo, "Un giorno in più" }


Per fortuna poi apro Facebook e leggo cose che mi scaldano il cuore:
"Sono contento di averti ritrovato, mi ricordo che eri una persona vera..."

postato da: francesca78 alle ore 18:57 | Permalink | commenti (2)
categoria: pensieri, noia


giovedì, 15 gennaio 2009

YESMAN

Certo che Jim Carrey è un genio: è riuscito a rendere quella che ad una analisi dettagliata risulta essere un'americanata, un film frizzante e divertente. Se l'avesse fatta un'altro attore la parte di Carl sarebbe stato senz'altro molto meno divertente!

Yesman


«Il mondo

è un
parco giochi.
Da bambini
lo sappiamo tutti,
poi ce lo dimentichiamo.»

-

postato da: francesca78 alle ore 18:49 | Permalink | commenti (1)
categoria: cinema


mercoledì, 14 gennaio 2009

Le stelle stanno in cielo. I sogni non lo so....

Che buffo... quante cose si dicono quando si è "innamorati", che poi a ripensare a quando si sono dette o scritte... non si può che riderne!
Oggi su facebook mi ha aggiunto un mio amore estivo. Estate 1994.
"Molti sogni sembrano irraggiungibili, e tu per farli realizzare guardi il cielo cercando una stella cadente, su una spiaggia, di sera, col mare mosso!"
Le stelle cadenti, la spiaggia, la notte, le canzoni di Vasco e quel bacio. Leggendo i diari e le lettere di allora, sembrava che non potesse esserci che lui. Gli epiteti... le affermazioni che si susseguono, suonano oggi parole un po' a caso... "sei stronzo", "ti voglio bene", "non rimpiango niente", "non ti dimenticherò", "sei spetta", "mi mancherai"... Mi accorgo sempre di più che ogni volta che qualcuno passa nella mia vita sembra quasi sia unico al mondo. Mi accorgo anche sempre più spesso che tutte quelle affermazioni sono completamente fuori luogo a distanza di tempo. Ci pensavo anche ieri sera... parlando di persone ben più vicine nel tempo, a quanto ora mi appaiano fuoriluogo ed insulse affermazioni del tipo "Non amerò nessun altro come lui" { infatti spero in amori migliori }, "come farò a toccare il corpo di un altro", etc etc
Comunque sia, questo rendez vous internettiano a distanza di ben 15 anni quasi mi ha riportato dolci ricordi ed un sorriso.

postato da: francesca78 alle ore 17:01 | Permalink | commenti (3)
categoria: amore, incontri, emozioni


lunedì, 12 gennaio 2009

Comunque volevo solo sapere come stavi... il che è abbastanza assurdo considerato tutto il male che mi hai fatto!

Ancora non mi capacito di come possa essere sbiancata soltanto sentendo il nome di quella città dalla bocca di un emerito sconosciuto che però sapeva chi ero. Ed immagino cosa potesse sapere di me... la versione rivista e corretta, nonché errata, che qualcuno mette in giro ignaro, per altro, del fatto che deve stare attento ai mezzi che usa per parlare in giro di me. Ignaro che ho letto mesi e mesi fa nei simpatici spazi dei suoi simpatici amici le simpatiche affermazioni su di me. Forse a colui sarebbe il caso di far sapere che l'ho scoperto ormai da mesi che mi ha riempito il cervello di frottole e mi ha convinta di colpe che non avevo neanche lontanamente.
E la cosa assurda è che quando ho sentito quel nome, di quel paesucolo sperduto che ancora ricordo e ho scoperto che il viso a me sconosciuto sapeva qualcosa di lui, non ho pensato a quanto questo stronzo mi abbia fatto del male, no. Ho pensato e chiesto "come sta". Che chissa se lui invece se l'è mai chiesto come sto io.
A volte davvero si dovrebbe svuotarsi come quel personaggio che oggi non mi tornava nella commedia Pirandelliana, perché purtroppo quando i Martinicca cantano "il passato è passato" hanno torto. O per lo meno hanno torto in questo singolo caso. Perché non c'è cosa più brutta dei muri e lui ne ha creato uno invalicabile togliendomi la possibilità di rivendicare le ragioni quando le ho capite e di creare un rapporto amicale o in qualche modo un suo surrogato.
Detto questo se i Martinicca saranno al "Ne pas ........" io ci andrò, se potrò ovviamente! E... cazzi suoi.

postato da: francesca78 alle ore 01:57 | Permalink | commenti (10)
categoria: dolore, incontri, emozioni, rabbia


lunedì, 05 gennaio 2009

Meraviglioso

postato da: francesca78 alle ore 14:19 | Permalink | commenti (5)
categoria: canzoni, video


giovedì, 01 gennaio 2009

And a happy new year!!!!!

Fine prima parte di serata
E alla fine sono passata incolume al capodanno, tanto alcol, buon cibo { torte salate e pastasciutte a vari gusti }, risate, pochi botti, un mms per ridurre le distanze, danze liberatorie alla Flog in cui è uscito fuori il lato più mio di me. E rendersi conto che "la persona che..." dev'essere uno in grado di sorridere per questo mio modo di essere così allegra, un po' folle, un po' "scema" e dev'essere qualcuno che comunque sia anche in grado di proteggermi dal pericolo, di consolarmi, di donarmi un abbraccio, un contatto. E vedere { e vedermi } gli sguardi che cercano esternamente mi fa capire che "la persona che" ancora non l'ho incontrata. Anche se ci sono persone che mi rendono serena con la loro sola presenza e che quando ci sono sorrido di più... beh non è ancora tutto. Non è abbastanza. E non c'è spazio per un "noi". Ma questa volta il pensiero non mi ha intristita e questo mi ha rasserenato.
E così mi incammino sorridente e speranzosa per la strada del nuovo anno.

postato da: francesca78 alle ore 18:34 | Permalink | commenti (4)
categoria: pensieri, feste, me