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"Ci sono bellissime storie d'amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"Fare una famiglia non è un sogno. Le famiglie si dovrebbero fare per condividere con qualcuno che si ama il proprio sogno.Altrimenti le persone diventano funzionali a qualcosa, diventano dei mezzi e non possono essere ciò che sono."
{ Fabio Volo, Un posto nel mondo }

"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione"
{ Giovanni Bogani, Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta }

"E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia nessuna è andata persa, tutte sono state vissute e tutte in un modo o nell'altro servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei. E non c'è niente di meglio al mondo."
{dal film: Tre metri sopra il cielo }

"Se chiudo gli occhi non ci sei
in fondo a tutti i miei vorrei.
Almeno tu lasciassi scia, saprei come lavarti via. "
{ Negramaro, Una Volta Tanto (Canzone Per Me) }

"Ma la Strega infastidita
caro Osvaldo, dalla vita
mi risponde:
'Sono in cerca di un riparo originale'
ricomincio allora a correre
la vorrei un po' riscaldare"
{ Martinicca Boison, Dialogo con Osvaldo - riguardo alla Strega }


Finora sono entrati
in questo caos

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lunedì, 30 giugno 2008

Momenti di intimità (30/06/08 - h. 01:00)

Seduta di traverso sulla mia Savonarola, un cuscino dietro la schiena, mi dono un momento per me.

Mi prendo questo momento per me...

Vicino alla finestra, con le persiane semiaperte, frescheggio e scrivo.

Momenti di intimità

Poso lo sguardo sugli oggetti che compongono il mio piccolo mondo...

Poso lo sguardo sul mio piccolo mondo

... allargolo poi verso ciò che c'è fuori dalla finestra: un cielo che, al solito, non è del tutto buio.

Guardo fuori dalla finestra...

Mi piace star qui, con questa luce fioca, giocare con i miei capelli, cullarmi con i miei pensieri...

Mi piace star qui e cullarmi con i miei pensieri

postato da: francesca78 alle ore 14:43 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, foto, dolcezza, me


domenica, 29 giugno 2008

Ingorgo sonoro



[ Ho un ingorgo di pensieri da riordinare... ci provo... ]

L'agitazione e l'irriquietezza che mi ha accompagnato tutto il giorno,
l'odio per i sorpassi azzardati e per tutto ciò con 2 ruote su strada,
"presto che è tardi" come il bianconiglio...
verso la nostra Wonderland.
Le balle di fieno alla mia sinistra.
Un incontro che poteva essere migliore ed uno che poteva { doveva } non esserci.
Le ficattole di "Non ci resta che friggere", i banchetti dove provarsi cappelli ed anelli.
E poi, soprattutto, tanta tanta tanta musica e tanta tanta tanta gente.
Che mi ci perdo a guardare i vestiti, i volti, le coppie stranamente assortite, soprattutto quelle di una certa età { i "locali" che per la disperazione di non riuscire a dormire questa notte scendono a vedere che cosa succede, e le signore si mettono le magliette con le paillettes perché fanno soirée }.
Che mi ci perdo a ballare come una cretina pezzi che conosco e che non conosco.
Che non ci posso stare seduta sul prato, manco si fosse alle Cascine, che ci siamo fatti un'ora di macchina per arrivare qui.
Che non ci posso stare con quegli occhi puntati addosso pronti a fare il taglia e cuci su gente { noi } che non hanno nemmeno voluto conoscere { ma tanto c'avete solo le rotonde, fatte apposta per non farci entrare }.
Che non ci posso stare ferma.Che non voglio essere quieta, pacata, sobria... che voglio ridere, vivere, far casino, essere quella che non ero quindici anni fa, recuperare tutta quella gioiosità, quel "menefreghismo da contorno" che non mi ha accompagnata nella mia adolescenza.
... E poi c'è "Colazione da Spiffery", che per trovarlo ci abbiamo messo mezz'ora, ma vuoi mettere, alle 3.40 di notte, brioche e cappuccio, con gli occhiali da sole?
E poi si torna, come all'andata, ascoltando Battiato, e si arriva ad una macchina { che dovrebbe essere la mia } che ci accoglie con delle luci blu che non si capisce cosa sono finché non ci avviciniamo, un po' perplessi un po' sopresi un po' impauriti. Ed ecco come una notte da non dimenticare termina con un piccolo dono per noi, tante calamitine con led blu che si accendono e spengono ad intermittenza. E mentre torniamo verso casa, con il led che ci illumina, vediamo l'alba.
Ed è il modo più bello per finire questi 10 giorni di casa libera: tornare alle 5 di mattina e mentre il mondo si sveglia dirgli " B u o n a n o t t e ! "

non aprite agli ospiti un po' scomodi. [...]
Badate,
i ragazzi sono, i ragazzi sono,
i ragazzi sono, i ragazzi sono,
i ragazzi sono, i ragazzi sono in giro!
i ragazzi sono, i ragazzi sono,
i ragazzi sono, in giro!
{ I ragazzi sono in giro, Ligabue }

La notte è più bella
si vive meglio
per chi fino alle cinque
non conosce sbadiglio [...]
Parlare in una macchina davanti a un portone
ed alle quattro e mezzo fare colazione
con i cornetti caldi e il caffelatte
e quando sorge il sole dire buonanotte!
{ Gente della notte, Jovanotti }

postato da: francesca78 alle ore 14:16 | Permalink | commenti (1)
categoria: serate, amicizia, feste, concerto


venerdì, 27 giugno 2008

Firenze

Firenze l'è piccina
e vista da i' Piazzale
la pare una bambina
vestita a carnevale.
Firenze l'è un po' stretta
e un ci si può atterrare
Peretola l'è un giochino
e non si può allargare.
Firenze spara i fochi
quando arriva San Giovanni
noi si guardano e si dice
"l'eran meglio quegl'altranni".
Firenze un s'accontenta
e se gli chiudono i giardini
la batte i piedi in terra come fanno i bambini.
Firenze alle Cascine
gl'è tutto un puttanio
ci son donne bellissime
le paiano i' mi' zio
però fanno colore
e se ci sono un mi lamento
d'altra parte tutti i posti
c'hanno unsuo arredamento.
Firenze l'è piccina
e l'è anche casa mia
ce l'ho sempre davanti
anche quando vado via.
Firenze non cambiare
che dopo non ci piaci
rimani piccolina
noi ti si porta i baci.
Festicciola il sabato alle tre
calde di sudore e di bignet
Via Gioberti all'angolo lassù
quei periti tecnici di giù.
Un inverno limpido imbiancò
per mezz'ora l'Arno si fermò
ci guardava pallido passare
amici miei
lo stavan per girare.
{ Pieraccioni, sigla di Vernice Fresca }

[ grazie al blog di Cate che ha postato il link di questo video. ]

 

postato da: francesca78 alle ore 14:06 | Permalink | commenti (1)
categoria: canzoni, firenze, video


mercoledì, 18 giugno 2008

Ricordati di me

Questo film non me lo ricordavo così disarmante.
Con questo spasmodico bisogno di tutti i personaggi di apparire, con questa ossessiva domanda "come mi vedi?", questo bisogno di farsi notare, di dimostrare qualcosa agli altri, di essere all'altezza, di non sentirsi un fallito. Con questa lotta alla solitudine, perché tutti i personaggi sono soli.
E quella donna, così patetica, che si attacca con le unghie ad un amore che non c'è più, perché "ho bisogno di te", per colmare un vuoto forse? Ma che senso ha, stare con una persona che per di più ti tarpa nei tuoi sogni e che tarpi nei suoi, piuttosto che rischiare e viverla questa vita? Io proprio non lo capisco...

"Tu sei quello che decidi di essere!"

postato da: francesca78 alle ore 00:28 | Permalink | commenti (2)
categoria: cinema


domenica, 15 giugno 2008

ONCE

Once non è un film facile. Telecamera a mano, luci e colori leggermente vintage, due protagonisti principali dai tratti comuni - non particolarmente belli - tra cui non succede quasi niente di fisico, molte canzoni con i sottotitoli { quasi un musical }, scenari poveri come i protagonisti { anche se appartengono ad una fascia di povertà che "se la cava" }. Eppure Once è un successo. Ironico e malinconico, come solo la vita sa essere. E' caso e ricerca. E scelta e paura di scegliere. E' cammino.
Le canzoni sono davvero belle, a vari gradi di bellezza come ovvio che sia. Ce n'è qualcuna un po' banale ma è compensata da altre in cui non ho potuto non "sentirmi dentro".

I don’t know you
But I want you
All the more for that

Il luogo dove si svolge tutto il racconto, poi, è un incanto: l'incanto di Dublino, di quelle case con le scale che danno sul marciapiede, di quella collina verde da cui si vede la potenza del mare.

Però io avrei scelto un finale diverso, forse più banale e scontato lo so, ma che mi sembrava più giusto. Perché non lo capisco questa voglia di preferire un conosciuto doloroso ad un conoscibile che potrebbe risultare migliore { così come peggiore, è vero, ma almeno ci avrebbero provato... }. E pensando questo mi torna in mente una frase che ho letto mesi fa, forse quando stavo preparando la tesi, e mi ero appuntata perché parlava di altro, un altro che mi interessava: le relazioni. Eccola:

"L'ossessione di controllo ci fa preferire una situazione conosciuta che semmai crea malessere e ci chiede adattamento, piuttosto che cominciare a considerare la realtà percepibile come modificabile in termini di benessere reinventabile"  { Marocci, Abitare l'organizzazione }

postato da: francesca78 alle ore 12:18 | Permalink | commenti (3)
categoria: cinema, canzoni, video


venerdì, 13 giugno 2008

Portami nel posto che "non so"...

Tu, che adesso non sei davanti allo schermo a guardare la partita, perché sai vivere anche senza calcio.

Tu, che non fumi millemila sigarette al giorno.

Tu, che possibilmente hai occhi chiari e carnagione scura, o anche occhi scuri, ma profondi, che parlano di te, di me, di noi.

Tu, che non ci sei ma che già io sto aspettando.

Tu, che non avrai paura di me, di un cervello funzionante, del mio riscaldarmi per le cose.

Tu, abbatti dolcemente le mie difese, con amore, e portami nel posto che "non so", ma in cui sento di voler essere.

Voglia di dolcezza"e qui è primavera, una primavera che si baciano tutti senza motivo, ci sono giardini dappertutto, ci sono fidanzati dappertutto, dappertutto ci sei tu con qualcuno, dappertutto ci sei tu che ti stai baciando, Dappertutto stai sorridendo"
{ Amore a ore, Giovanni Bogani }


"è tanto tempo che non piove, è tanto tempo che non amo, è tanto tempo che non cade rugiada su questa terra, è tanto tempo che non passano treni da questi binari, binari secchi di lato alla stazione" { Amélie, in Per tutto il tempo che ci resta, Giovanni Bogani }

"Perché saremo musica nella tempesta. Perché di te, perché di te farò un canto. Perché ci addormenteremo insieme"
{ Amore a ore, Giovanni Bogani }


"Francesca chiude gli occhi

Chiudili anche tu

Ed entra nel suo mondo

Che è tutto tranne che rotondo "

{ Francesca, DJ Francesco }

postato da: francesca78 alle ore 19:40 | Permalink | commenti (5)
categoria: pensieri, amore, letture, foto, me


giovedì, 12 giugno 2008

perché colleziono storie, facce, parole

"e io ti filmo perché colleziono storie, facce, parole, come se mi salvasse dalla mia morte tutto questo raccogliere vita, come se mi salvasse dalla mia tristezza tutto questo conoscere, sfiorare, credere di sapere, che non si sa mai niente, che gli altri restano sempre un'altra cosa, che gli altri restano sempre dentro altri corpi, e tu te ne stai nel tuo" 
{ Giovanni Bogani, "Samuel Beckett", in Per tutto il tempo che ci resta }

...e in questa frase leggo tutta la mia curiosa inquietudine, e il perché di certe mie scelte di vita, di certi miei modi di vivere, li leggo qui.
1997, estate, su una spiaggia del Lido vengo a sapere che psicologia sarebbe stato "a numero aperto" quell'anno.
Psicologia, io che ho fatto Ragioneria Programmatori per imparare l'informatica e ne sono uscita grandissima amante della lettura, con un 6 per l'impegno ad Economia aziendale, doti informatiche esistenti ma poco sviluppate per cause non dipendenti dalla mia volonta, lingue straniere a livelli penosi, per non parlare del rapporto pessimo con l'insegnante di Economia e politica e di quello infernale con i miei compagni di classe.
Psicologia, ecco la soluzione! Conoscere gli altri, capire finalmente il cervello delle persone, il perché dei comportamenti, farsi avvicinare dalle storie delle persone, io che ero incapace, con la mia impacciata timidezza, ad avvicinarmi. Una sfida in cui buttarmi, un po' inconsciamente e forse neanche con i motivi più validi. Che a 18 anni non lo sai davvero cosa vuoi dalla vita.... { A quasi 30 lo sai, Francesca? }
E continuo da allora a camminare, a osservare, ad ascoltare, a leggere, a guardare, a farmi raccontare le storie e soprattutto a vivere la sfida.
E stasera a cena, parlavo con i miei di scuola, di come molto dipende da che insegnante incontri, e ripensavo a me a 18 anni, a quella scelta, pensavo a me e a come avessi fatto quella scelta così, un po' sull'onda del momento. Ed ora sono qui e allora non ci sarei mai arrivata a pensare il mio oggi, che neanche lo so a che pensavo davvero, al mare, quell'estate, finita la maturità, voglia di divertirsi, di abbronzarsi, di vivere. Non mi ricordo se ci pensavo a me da grande, a me quasi trentenne. A me con una laurea in mano e qualche storia nel cassetto. Chissà se ci pensavo che non sarei più stata con le solite persone, che quelle persone adesso non so quasi dove sono. Chissà se ci pensavo che è tutto così in movimento e precario, mentre leggevo Culicchia, sulla spiaggia... che chissà che cosa c'è scritto in quel libro di Culicchia, di cui ora ricordo solo il titolo: "Bla bla bla".

postato da: francesca78 alle ore 00:01 | Permalink | commenti (4)
categoria: pensieri, letture, university, emozioni, me


domenica, 08 giugno 2008

Ma Francesca....

Francesca non è capace di pensare "non mi serve questo" o "non mi interessa" delle persone che la circondano. Non riesce ad essere Francesca-centrata. Si mette a parte, sta zitta e ascolta. E' una scatola da riempire di sfoghi non suoi, a volte. C'è chi pensa che le piaccia il ruolo della psicologa. Francesca non crede sia così...
Francesca ha la pancia muta, incapace di trovare una persona che riesca a smuoverla. Non lo sa se ci crede ancora. Non lo sa. Però ci spera, che arrivi presto la persona che gli smuoverà la pancia, che arrivi presto e cancelli i rimasugli tristi e le non risposte di una storia finita ormai da troppo tempo, una storia che non gli smuove più la pancia ma che ha lasciato qualche graffio e qualche punto interrogativo. E Francesca è una che ha bisogno sempre di avere tutto chiaro e non ci riesce a stare con tutti questi "perché".
Francesca legge, è curiosa. Ha una sua idea delle cose che la circondano, ma tutti pensano sempre che la sua idea sia influenzata da quel luogo, quella persona, quell'evento. Invece Francesca ha un cervello suo,  assorbe dal contesto, forse, questo sì. Ma ha capacità rielaborativa e si stacca dalle idee di tutti. Non è d'accordo, totalmente, con quella di nessuna delle persone del suo mondo. E non si tira indietro quando c'è da discuterne.
Francesca ci crede ancora in un mondo. Sempre meno, sempre più faticosamente, ma continua a credere che esiste qualcosa di buono e che non lo incontrerà mai chiudendosi in una stanza o nei giri sicuri: solite persone, soliti posti, solite cose.
Francesca sente il bisogno, periodicamente, di mettersi alla prova. E questo a volte le provoca casini colossali, ma non può farne a meno. Ferma si sente spenta. Ferma non ci sa stare.

postato da: francesca78 alle ore 14:18 | Permalink | commenti (5)
categoria: pensieri, me


lunedì, 02 giugno 2008

Respect

"Sei stata sincera, mi dici. Ti libera dal male, questo. Ma al di là della sincerità, c'è il rispetto."  { Amore a ore, Giovanni Bogani }

Credo fermamente nella sicerità, odio l'ipocrisia della gente che per troppo tempo ho subito. Ma ciò non toglie che essere sinceri non per forza significhi essere crudi. Il dono del linguaggio ci deve venire in aiuto, e soprattuto dovremmo imparare il rispetto di un'idea diversa, soprattutto se l'idea è un'idea piccola, personale, che non crea problemi al resto del mondo.

"Non dobbiamo aspettarci che gli altri facciano quello che vogliamo; Ie loro i idee sono Ie giuste idee per loro  e benché il loro percorso, possa dirigersi in una direzione diversa dalla nostra, lo scopo alia fine del viaggio è lo stesso per tutti noi. Troviamo che, quando vogliamo che gli altri si adeguino ai nostri desideri, poi litighiamo con loro."
{ Libera te stesso, Edward Bach }

E' ovvio che non penso lo stesso per quel che riguarda idee distruttive, come cerchi canti che ho sentito l'altro giorno. Le idee distruttive non le rispetto, non le posso rispettare. Le idee che investono il mondo e non solo la persona che le produce, quelle no. Ma le piccole scelte delle singole persone sulle loro vite, secondo me dovrebbero essere accettate così come sono.

"Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri
perché comunque non ne sai un cazzo della vita degli altri!"
{ dal famosissimo pezzo CREDO del film Radifreccia - grazie a Giovanni Bogani che l'ha postato nel suo blog portandomi a risentirlo e accorgerrmi di questa frase! }

postato da: francesca78 alle ore 19:36 | Permalink | commenti (3)
categoria: pensieri, letture